Carlo Conti: “Non farò Sanremo 2027. Sappiamo che La Ruota della Fortuna sarà un competitor”

Sanremo 2026 è alle porte, il Festival avrà inizio il 24 febbraio per concludersi sabato 28, ma già si parla dell'edizione del prossimo anno. Carlo Conti ha partecipato a una puntata del podcast Pezzi-Dentro la musica, dove ha chiarito alcuni punti non solo per la futura edizione, ma anche per quella che sta per arrivare, motivando anche alcune scelte che sono state contestate.
La conduzione del prossimo Festival e le novità di Sanremo 2026
La prima questione riguarda la conduzione di Sanremo 2027: "Intanto facciamo questo, ma spero che il prossimo anno ci sia qualcun altro, anche più giovane, aitante e belloccio" dice Carlo Conti, lasciando intendere che non sarà al timone della kermesse e che, magari, spera possa esserci qualche nuova leva della TV. Parlando, invece, di cosa dovrà aspettarsi il pubblico da meno di un mese, il conduttore si sofferma sul ruolo da direttore artistico, ridimensionando anche il lavoro da fare da qui alle prossime settimane:
Ci sarà più varietà musicale rispetto all’anno scorso: un tocco di rock, del country, il rap puro, suoni e ritmi latini, il pop, il brano classico ma senza ritornello. La direzione artistica è la parte più entusiasmante del lavoro. Per me il festival è finito quando ho annunciato i nomi al Tg1. Il resto è un prodotto televisivo che rientra nel mio lavoro normale.
Il direttore artistico dichiara di essersi ispirato a Pippo Baudo per costruire questo festival, definendolo un vero e proprio omaggio al grande conduttore, scomparso ad agosto scorso. Conti, come Baudo, è spesso intervenuto anche sui brani, come successe con Francesco Gabbani: "Il provino di Occidentali’s Karma giocava sull’alè come se fosse ritornello da stadio. Feci notare che era così talmente forte che non aveva bisogno di questa ovvietà". Non mancheranno, infatti, omaggi come quello ad Ornella Vanoni, Tony Dallara e Sandro Giacobbe.
Carlo Conti risponde alle polemiche sul Festival
Tra le polemiche che sono state sollevate, soprattutto dopo l'annuncio dei cantanti in gara, c'è stata quella sull'assenza di Big e Conti risponde in maniera piuttosto puntuale:
Non credo che Renga, Raf, Patty Pravo, Luchè, Masini e Fedez, Malika, Arisa e potrei andare avanti, non siano big. Molti sono venuti l’anno scorso, qualcuno non aveva il disco pronto, qualcuno ha partorito: ho lavorato per chi ci sarà il prossimo anno
Il tema più caldo, senza dubbio, è quello degli ascolti. Dopo il successo dello scorso anno, a tratti inaspettato, Conti cerca di calibrare le aspettative considerando anche i programmi che, di fatto, sono dei competitor veri e propri e non si nasconde a dirlo:
Meglio qualche punto in meno di Auditel. L’importante è non esaltarsi con il record dell’altr’anno e non fare una tragedia se ci sarà qualche punto in meno questa volta. Anzi, sarà fisiologico perché c’è competitor diverso nelle prime due ore, "La ruota della fortuna"