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La stampa inglese lo ha chiamato il "bambino del miracolo". Ed, in effetti, ha ragione: il piccolo Bertie Spencer, di Grantham, nel Lincolnshire, dopo che una goccia di latte materno gli è andata di traverso, è riuscito a sopravvivere a ben tre attacchi cardiaci a soli 17 giorni vita. La sua storia ha fatto il giro del web: il neonato stava bevendo il latte dal biberon ma una goccia gli è entrata nei polmoni. La mamma Tonicha, 25 anni, credeva che non fosse nulla di grave, anche perché il bimbo soffre di reflusso acido, ma all'improvviso il bambino ha cominciato a diventare blu. Era il 21 luglio scorso: trasportato d'urgenza in ospedale al Queen's Medical Center di Nottingham, ha subito tre arresti cardiaci, il primo dei quali solo 8 minuti dopo il suo arrivo al pronto soccorso, e la mamma e il papà, David, sono stati invitati dai medici a salutarlo e a prepararsi al peggio viste le sue condizioni critiche.

Il liquido che era entrato nei suoi polmoni gli aveva impedito di respirare correttamente e gli aveva fatto mancare l'ossigeno, facendo smettere il suo cuore di pompare correttamente. Ma miracolosamente ed improvvisamente, il suo battito cardiaco ha cominciato a stabilizzarsi e, contro ogni previsione, è riuscito a sopravvivere. "Non pensi mai che questo genere di cose possa mai accaderti – ha detto al quotidiano The Mirror la mamma di Bertie -. Quando eravamo in ospedale, ricordo di aver pensato che questo fosse il genere di cose che si vedono in TV. Mi sento così fortunata per il fatto che Bertie ce l'abbia fatta. Quando era senza conoscenza sul quel letto di ospedale continuavo a parlargli fino a che il suo battito non è aumentato. Non pensavamo che sarebbe sopravvissuto. I medici continuano a dirmi che è un miracolo e non possono credere che sia andato tutto così bene".

Dopo cinque giorni in terapia intensiva in seguito agli attacchi cardiaci, il piccolo Bertie è stato sottoposto ad una risonanza magnetica che ha evidenziato alcuni danni alla parte del cervello che controlla il movimento a causa della mancanza d'ossigeno nei momenti immediatamente successivi al soffocamento. I medici hanno detto che potrebbe avere una paralisi cerebrale e avere difficoltà per camminare o parlare, ma solo il tempo lo dirà. "I medici e gli infermieri hanno fatto quello che dovevano fare per salvare il mio bambino – ha concluso la mamma di Bertie -. Non hanno saputo dirci quanto sarà grave la sua paralisi cerebrale, ma al momento sta bene, il che è un buon segno".