28 Luglio 2011
13:30

La storia di un cannibale slovacco. Tra le sue vittime ci sarebbe anche un’italiana

L’ Hannibal Lecter dell’Est Europa pubblicava annunci su internet in cui cercava una vittima da sedare, uccidere, fotografare e mangiare. Secondo una testimonianza ha colpito anche in Italia.
A cura di Biagio Chiariello
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I vicini che conoscevano l'uomo slovacco lo definivano un ragazzo normale che viveva con la moglie e i suoi due figli nella loro casa di Sokol, un villaggio di 880 abitanti. Noto nel paesino per essere un esperto di computer, si sa anche che il suo hobby erano le riprese con la sua videocamera. I conoscenti del club di photo shooting e riprese televisive che frequentava lo descrivevano come persona normale, mite. Matej Curko, 43 anni, è morto lo scorso 12 maggio in una radura di Kysak, dopo uno scontro a fuoco con la polizia. Vicino al luogo della sparatoria sono state rinvenute due buche scavate nel terreno, preparate probabilmente per contenere parti del corpo della sua prossima vittima. L'uomo era infatti un cannibale.

L' Hannibal Lecter dell'Est Europa offriva i suoi "servizi" speciali su internet: contattava via web le sue vittime, proponendogli un rituale che prevedeva di ucciderle e mangiarle. L'ultimo a rispondere era stato Markus Dubach, svizzero, che prima del macabro banchetto incontrò Curko, il quale gli raccontò dei precedenti “successi”, tutti schedati in una sorta di database, con tanta di immagini che dire scioccanti è sicuramente poco. Solo dopo aver visto il truculento schedario Dubach sarebbe rinsavito e avrebbe deciso di tendere a Curko la trappola in cui quest'ultimo ha poi trovato la morte.

Ma c'è di più il cannibale avrebbe anche riferito che tra le sue vittime ci sarebbe anche una 28enne italiana. Con l'obiettivo di fare luce sul caso, l'Interpol ha inviato alla polizia italiana un fascicolo di oltre 50 pagine: si passeranno al setaccio tutti i contatti web di Curko (che fino ad ora hanno permesso di due vittime locali, Lucia Uchnarova di Snina e Elena Gudjakova di Oravske Vesele), per poi confrontarli con i profili delle ragazze italiane di 28 anni scomparse negli ultimi due anni.

La storia del cannibale slovacco è quanto mai vicina a quella di Armin Meiwes, soprannominato "il cannibale di Rotenburg" che nel marzo del 2001 uccise, filmò e mangiò un uomo con il suo consenso e, apparentemente, per amore. Ironia della sorte Meiwes era un tecnico del computer proprio come il suo "collega" slovacco, Matej Curko.

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Ma la storia del cannibalismo è molto antica. La notizia che le civiltà indigene mesoamericane erano dedite all'antropofagia fu nota solo con la scoperta del Nuovo Mondo (e a tal proposito gli studi dell'antropologo Marvin Harris ci hanno detto parecchio in materia). Facendo un salto fino ai giorni nostri, sicuramente il più "famoso" cannibale è un personaggio della letteratura e del cinema, il Dr. Hannibal Lecter, psichiatra antropofago, nato dalla mente di Thomas Harris. Ma è solo il più celebre di una lunga schiera di cannibali che, dalla strega di “Hans e Gretel” (favola dei fratelli Grimm, concepita da un episodio realmente avvenuto in Germania nel 1400) a Jeffrey Damer, (il “mostro di Milwakee”, che si è mangiato almeno undici persone), continuano ad esercitare un morboso charme, anche per il fatto dei rappresentare i simboli di uno dei più forti e sentiti tabù della nostra cultura.

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