Circa dieci anni fa era stato interpellato in merito alla scomparsa del piccolo Ben Needham, un bambino britannico sparito nel nulla nel 1991 durante una vacanza in Grecia con la famiglia, e per questo aveva offerto il suo Dna e credeva che ormai il caso non gli interessasse più. Con grande sconforto invece alcuni giorni fa è stato tirato nuovamente in ballo nella storia perché gli inquirenti ipotizzano ancora che sia proprio lui il piccolo scomparso 25 anni fa. Per questo il 28enne Ben Gleave, frustrato per quanto gli sta accadendo, ha deciso di uscire allo scoperto per la prima volta negando pubblicamente di essere lui il bimbo scomparso. "Io ho il mio certificato di nascita e so chi sono. La polizia canadese mi disse che se nessuno si metteva in contatto con me, non avevo nulla di cui preoccuparmi" ha spiegato il giovane originario dell'Irlanda del Nord ma per lungo tempo residente in Canada.

Secondo Gleave, il suo calvario sarebbe iniziato quando un vicino vendicativo che abitava vicino alla casa di famiglia al largo della punta meridionale di Cape Breton Island, in Nuova Scozia, iniziò a mettere il giro la voce che era lui il piccolo scomparso. Nonostante il disagio, all'epoca gli furono prelevati campioni di dna per l'esame e della storia non si seppe più nulla. Ora però per sua sfortuna ha scopeto che in realtà quei campioni non erano mai arrivati in Gran Bretagna per una serie di grossolani errori da parte della polizia di entrambi i Paesi così gli investiogatori vogliono ancora accertare la sua identità. Il 28enn , che ora è ritornato nel Regno Unito, si è ritrovato così catapultato nuovamente in un storia con cui non ha niente a che fare. L'uomo si è detto sbalordito per quanto accaduto dicendosi disponibile a farsi prelevare un altro campione purché la storia finisca subito, assicurando "Non ho niente da nascondere".