Ha colpito il marito con un pugnale decorativo di circa 35 centimetri durante un gioco erotico a tema Kung Fu finito male. Per questo è stata condannata a 15 anni di reclusione Jennifer Lynn Via, 49 anni, residente in Virginia, Stati Uniti. La sentenza è arrivata ieri, lunedì 8 luglio, ma i fatti si sono svolti nel 2017 quando Thomas Via, suo coetaneo, è deceduto a causa di una pugnalata al cuore. La donna si è sempre difesa, offrendo versioni che alle forze dell'ordine apparivano alquanto incoerenti. In particolare, sosteneva che l'uomo fosse scivolato sull'acqua cadendo accidentalmente sul pugnale. Ma non le hanno creduto, così ha dovuto alla fine confessare ciò che era successo.

Era il 4 novembre del 2017 quando, intorno alle 20, è arrivata una telefonata di richiesta di aiuto alla polizia locale da un appartamento ad Huntington. Gli agenti, giunti sul luogo, trovarono Thomas privo di sensi e con un pugnale conficcato nella schiena. Trasferito di corsa al pronto soccorso del St Mary's Medical Center, è stato dichiarato morto a causa di una emorragia provocata dalla lama di quel pugnale, che gli aveva trapassato il cuore, come riportava il quotidiano locale The Herald-Dispatch. La moglie, con la quale la vittima era spostata da 16 anni, è stata arrestata 10 giorni più tardi con l'accusa di omicidio. La donna si è sempre difesa, offrendo ogni volta versioni diverse di quello che era successo. Inoltre, a quanto pare, ha anche cercato di incassare una polizza di assicurazione sulla vita di 80mila dollari, che era stata aumentata poche settimane prima della morte di Thomas, il che ha fatto insospettire gli inquirenti. Alla fine ha però patteggiato, confessando lunedì in tribunale di essere stata lei ad ucciderlo. "Ci stavamo divertendo, non sarebbe dovuta andare così", ha detto davanti ai giudici, sostenuta dal suo avvocato Kerry Nessel. "La coppia amava guardare i film sul Kung Fu e spesso riportava quei combattimenti tra le lenzuola, compreso l'uso delle armi, soprattutto durante i preliminari". ha sottolineato. La 49enne è stata condannata.