Cos’è questa storia della proposta di legge Giordano-Cruciani sulla legittima difesa
Il giornalista e conduttore Mediaset Mario Giordano e il conduttore radiofonico de La Zanzara Giuseppe Cruciani presenteranno una proposta di legge sulla legittima difesa. L'annuncio, arrivato durante una puntata de La Zanzara, ha subito attirato l'attenzione della stampa. Un testo ad oggi non esiste, anche se Cruciani ha detto che sarà depositato da uno dei "deputati di riferimento" dei due. E subito, sui social, è emerso l'interesse di Matteo Salvini.
L'attuale legge sulla legittima difesa, nei suoi principi fondamentali, risale al 1930, quando per la prima volta fu regolata la proporzione tra offesa e difesa tra un aggressore e un aggredito. Più volte, negli anni, forze politiche di destra hanno spinto per cambiare questa proporzione e rendere sempre più sottile la linea tra difesa legittima e violenza illegale. Negli ultimi mesi ha riacceso il dibattito il caso del gioielliere Mario Roggero, cavalcato soprattutto dalla Lega (e poi dal resto del governo Meloni) e da Futuro nazionale, il partito di Roberto Vannacci. In questo scenario si inserisce l'eventuale proposta dei due conduttori.
Il disegno di legge è stato rapidamente ribattezzato proprio "Legge Cruciani-Giordano". Anche se un testo non c'è ancora, è piuttosto evidente, dalle indicazioni date, che si baserebbe su principi radicali e provocatori che reinterpreterebbero la concezione della legittima difesa prevista dall'attuale articolo 52 del Codice penale.
In cosa consiste la proposta Cruciani-Giordano sulla legittima difesa
A spiegare meglio il quadro sono arrivate le dichiarazioni di Giuseppe Cruciani che, durante il programma Fuori dal coro condotto proprio da Giordano, ha ribadito in modo estremamente netto: "Noi vogliamo proteggere le vittime, chi subisce le rapine, chi vede le proprie case e negozi presi d'assalto ogni giorno dai rapinatori. Questa proposta non è il Far West come dicono altri, perché il Far West c'è già, ed è quello creato ogni giorno dai rapinatori. Noi vogliamo, con questa proposta, che lo Stato si prenda cura dei cittadini minacciati, di quelli picchiati in casa, nei negozi, e far sì che le loro reazioni anche quando sono estreme rientrino nella legittima difesa".
"Se io sparo nelle vicinanze del mio ufficio o di casa mia, non dovrei essere processato e non dovrei finire in galera", ha riassunto Cruciani. Inoltre, se il bandito perde la vita durante la rapina, i parenti non dovrebbero poter pretendere alcun tipo di risarcimento. Anzi, va risarcito chi subisce la rapina, perchè il rapinatore esercita un mestiere che prevede anche, in casi estremi, di perdere la vita. Questa che noi proponiamo è giustizia".
Quanto alle modalità e le tempistiche per presentare effettivamente la proposta di legge, sempre Cruciani ha detto durante una puntata de La Zanzara: "Noi facciamo sul serio, faremo depositare questo disegno di legge dai nostri deputati di riferimento, che si fidano del nostro intuito". Non ha fatto riferimenti espliciti a parlamentari specifici o a partiti. Poche ore dopo, però, è arrivato il sostegno pubblico di Matteo Salvini, vicepremier e leader della Lega, che su X ha commentato la proposta con un semplice: "Legge Cruciani-Giordano? Interessante…". Non si può escludere, insomma, che sia un deputato leghista a prendere in carico la proposta per portarla tra le mura del Parlamento.
Come è cambiata negli anni la legittima difesa
L'attuale legge sulla legittima difesa è regolata dall'art 52 del Codice penale, e stabilisce che non è punibile chi si trova costretto dalla necessità a difendere un proprio diritto, o quello di un'altra persona, da un pericolo attuale e da un'offesa ingiusta, purché la difesa sia proporzionata all'offesa. Questa è la regola generale: devono essere presenti una situazione di pericolo reale e attuale e la necessità di reagire.
Nel 2006 questa regola viene modificata, dal terzo governo Berlusconi, differenziando la difesa all'interno della propria abitazione e, più in generale, nei luoghi di privata dimora. La legge introduce una particolare tutela per chi, trovandosi legittimamente in quei luoghi, utilizza un'arma legalmente detenuta o un altro mezzo idoneo per difendere la propria o altrui incolumità. Resta come caposaldo, però, la proporzione tra offesa e difesa.
Nel 2019, con il primo governo Conte (quello a maggioranza Lega-M5s), la disciplina viene ulteriormente rafforzata. La modifica più conosciuta riguarda la parola: "Sempre". Prima la legge prevedeva che, in determinate situazioni di legittima difesa dentro casa, ci fosse un rapporto di proporzione tra la difesa e l'offesa. Nel 2019 viene scritto che questo rapporto di proporzione "sussiste sempre". Così è più difficile contestare a chi si difende dentro il proprio domicilio che la sua reazione sia stata sproporzionata, quando si verificano le condizioni previste dalla legge. La riforma aggiunge anche un nuovo comma. Stabilisce che è in stato di legittima difesa chi compie un atto per respingere un'intrusione quando questa avviene con violenza, oppure con la minaccia di usare armi o altri mezzi di coazione fisica. Questa disciplina viene applicata anche ai luoghi in cui si svolge un'attività commerciale, professionale o imprenditoriale.
Un'altra modifica importante introdotta nel 2019 riguarda l'aspetto psicologico. Viene inserito il cosiddetto "grave turbamento". La legge del 2019 introduce invece una tutela specifica per chi si trova in casa, nel proprio luogo di lavoro o negli altri luoghi previsti dalla norma e, mentre cerca di difendere la propria o altrui incolumità, agisce in una condizione di grave turbamento provocata dalla situazione di pericolo. In queste circostanze la punibilità per l'eccesso colposo viene esclusa. È un punto centrale della riforma del 2019, ma anche uno dei più discussi, perché l'espressione "grave turbamento" non viene definita in modo preciso dalla legge e richiede quindi una valutazione concreta da parte del giudice.
Il caso Roggero e la proposta della Lega
Un caso che ha polarizzato fortemente il dibattito sulla legittima difesa negli ultimi mesi, come detto, è quello di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour. Il 28 aprile 2021, dopo una rapina nel suo negozio, Roggero inseguì i tre rapinatori all'esterno e aprì il fuoco mentre erano in fuga, lungo la strada e il parcheggio. Ne uccise due, un terzo rimase ferito. Le immagini e gli accertamenti hanno ricostruito che tutti i colpi furono esplosi fuori dalla gioielleria, mentre i rapinatori stavano scappando; uno dei due uomini uccisi venne colpito alla schiena. La vicenda è diventata uno dei casi più discussi sul confine tra legittima difesa e giustizia privata. Roggero è stato condannato nel 2026 dalla Corte di Cassazione in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per due omicidi e un tentato omicidio.
La Lega ha cavalcato il tema della legittima difesa grazie anche al caso Roggero, avanzando una proposta di legge presentata poi dal senatore Claudio Borghi. Il testo, ancora in esame al Senato, vuole ampliare ulteriormente la possibilità di difendersi in caso di aggressione a mano armata dentro casa o nel proprio luogo di lavoro. La modifica più importante prevede che la reazione immediata della persona aggredita non sia punibile anche senza dover verificare la proporzionalità dei mezzi utilizzati, la persistenza del pericolo o la natura strettamente difensiva della reazione.