Il più antico palazzo edificato dall'uomo è stato distrutto dagli uomini dello Stato Islamico, in Siria. E' accaduto a Mari, città mesopotamica tra le più datate della storia dell’umanità, fondata 2.900 anni prima della nascita di Cristo nell'attuale Siria orientale e i cui resti si erano conservati in ottimo stato per millenni, giungendo fino ai giorni nostri. Ebbene, stando a quanto rivelano fonti siriane la città è stata distrutta dai miliziani dell’esercito del Califfato. Le fotografie della devastazione e di quanto resta di un sito per il quale si stava valutando la candidatura a Patrimonio dell’Umanità, sono state pubblicate dal quotidiano francese Le Monde sulla base delle informazioni e delle immagini diffuse dalla Direzione delle antichità e dei musei (Dgam) della Siria. L’entità del danno è inestimabile e appare assai difficoltoso, visto il conflitto ancora in corso, inviare sul posto esperti che possano quantificare con esattezza l'entità del disastro oppure accertare cosa sia possibile salvare. Il sito di Mari ospitava tra gli altri importanti reperti anche quello che gli archeologi ritenevano essere il palazzo più antico della storia, un edificio costruito circa 4.500 anni fa.

Pascal Butterlin, docente di archeologia del Vicino Oriente antico (Università di Parigi -I) e direttore della missione archeologica francese di Mari (MAM), non ha usato mezzi termini per descrivere l'entità del danno provocato dai soldati di Daesh: "Quello di Mari era il più antico palazzo dell'umanità a noi noto, l'equivalente del palazzo di Nimrud. Si trattava di un edificio unico al mondo in buono stato di conservazione. La sua distruzione rappresenta un dramma: avevamo a lungo lavorato per inserirlo tra i siti Patrimonio Mondiale dell'Umanità". La città di Mari dista appena 15 chilometri dal confine con l'Iraq ed è da tempo sotto il controllo dell'Isis: a giudicare dai danni, sembrerebbe che i miliziani l'abbiano distrutta facendo esplodere cariche di dinamite.