Il caso della nave Sea Watch 3 torna a far discutere. Il procuratore Caterina Ajello, a capo della procura dei minori etnea, non ha dubbi: "Sotto il profilo dei minori sicuramente c'è stata una violazione, che automaticamente questa costituisca reato è da vedere e comunque non sono io a dovermene occupare". Durante l'intervista rilasciata a Manuele Bonaccorsi, che con il team dei giornalisti di Report ha realizzato un'inchiesta sul caso Diciotti che andrà in onda domani sera, il magistrato ha parlato della questione dei 15 migranti minorenni che si trovavano a bordo della nave umanitaria a gennaio. Sea Watch 3 rimase in rada di fronte al porto di Siracusa per 6 giorni in attesa del permesso di attraccare, fino al 31 gennaio, quando furono fatti scendere tutti i profughi, adulti e minori.

Il 25 gennaio Ajello segnalò sia al Viminale sia al Ministero dei Trasporti "i diritti di questi minori stranieri che non potevano essere esercitati se non dopo lo sbarco". Ma non ottenne risposta. "A rispondere alle sollecitazioni della procuratrice – ha spiegato Report – è solo la Questura di Siracusa, che afferma di non poter agire poiché ‘a livello centrale non era stato ancora individuato il Place of safety (Pos), cioè il porto di sbarco'". Ora il procuratore Caterina Ajello ha inviato gli atti alla procura generale di Catania, e il procuratore Roberto Saieva, come ha raccontato Report, li ha ricevuti, "ma non conferma né smentisce di aver a sua volta inviato quegli atti al procuratore capo Carmelo Zuccaro per aprire un fascicolo penale". Sarà quindi il pm di Catania a decidere come procedere, e se far partire un'inchiesta simile a quella della nave Diciotti, su cui il Senato dovrà esprimersi il 20 marzo.

"Accertate violazioni sui minori bloccati a bordo della Sea Watch 3. Lo dice la magistratura nelle rivelazioni di oggi del quotidiano Avvenire e della trasmissione di Rai3 Report. Ancora una volta, quindi, ministri e uomini degli apparati dello Stato si sono resi responsabili della violazione delle leggi del nostro Paese", lo ha detto il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, di Liberi e Uguali commentando le notizie pubblicate oggi dal quotidiano della Cei. "Ora ci auguriamo che la giustizia – ha continuato il leader di SI – faccia rapidamente il suo corso e accerti l'entità del reato commesso e sanzioni chi si e' reso colpevole di un vero e proprio sequestro collettivo di persona. Ma per quanto tempo ancora, questo Paese potrà sopportare che chi deve fare valere la legge ai cittadini e' il primo a violarla? Fermatevi prima che sia troppo tardi"