Si accende sempre di più lo scontro tra Italia e Commissione europea dopo che il nostro governo ha deciso di rendere pubblica la lettera con cui Bruxelles aveva bocciato il ricorso al Fondo interbancario di tutela dei depositi per salvare le quattro banche in crisi (Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio, Banca Marche, Cariferrara e Carichieti) e che avrebbe permesso di tutelare anche i risparmi dei detentori di bond subordinati. Dopo il contenzioso sulle quattro banche, dall'Ue infatti è arrivato anche lo stop al piano di salvataggio di banca Tercas, la banca di Teramo, e soprattutto la bocciatura per il piano di salvataggio dell'Ilva di Taranto, sempre per presunti aiuti di stato.

Il caso Tercas è analogo a quello delle altre banche tranne per il fatto che il piano è stato portato a termine e per questo la Ue lo ha giudicato irregolare. Bruxelles infatti sostiene che il Fondo, pur se alimentato da risorse del sistema bancario, rappresenta in aiuto di stato perché deve sottostare alle imposizioni del governo che ne impone il suo uso. Per l'Ue in pratica le banche sono costrette per legge a versare i soldi al Fondo interbancario quindi agiscono per conto dello stato italiano. In questo caso il Tesoro assicura che sono state già prese contromisure e ad oggi oltre il 95% delle banche interessate hanno trasformato quel finanziamento da obbligatorio in volontario.

Più complicata la situazione dell'Ilva dove c'è una bocciatura totale sull'intervento del governo italiano. Con un documento firmato dal commissario alla Concorrenza, Margrethe Vestager, infatti la commissione ha avvertito l'Italia dell'apertura di una procedura di infrazione per i finanziamenti forniti all'Ilva. In particolare nel mirino c'è l'ultimo prestito da trecento milioni di euro stanziato per il gruppo siderurgico. L'Italia in questo caso però non ci sta e avverte che non si tratta solo di una situazione si salvataggio economico di un'azienda ma anche di un'operazione finalizzata al risanamento ambientale dell'intera area. Secondo il governo italiano quindi si tratta di un intervento legittimo e previsto dalle stessi leggi comunitarie. Per questo si prepara ora alle contromosse e, nel caso la procedura di infrazione giungesse a termine, è pronto a ricorrere anche alla Corte di Giustizia europea.