Scontri in Turchia, il governa fa mea culpa: “Gli ambientalisti hanno ragione”

Il vicepremier turco Bulent Arinc si è scusato coi manifestanti "ambientalisti" feriti nei cinque giorni di proteste contro il governo in tutta la Turchia. “Porgo le mie scuse a chi è stato vittima di violenze perché sensibile a temi ambientali” ha detto, dopo un incontro con il presidente Abdullah Gul, definendo "giuste e legittime" le proteste ad Istanbul e in altre città del Paese, "perché fondate su preoccupazioni di carattere ambientalista". I dimostranti da quasi una settimana stanno denunciando il progetto di "urbanizzazione" promosso dal governo Erdogan che prevede l'abbattimento degli alberi a Gezi Park per fare posto a un grande centro commerciale. "Il governo ha imparato la lezione", ha assicurato; "non abbiamo il diritto e non possiamo permetterci di ignorare la gente. Le democrazie non hanno ragione di esistere senza l'opposizione" ha aggiunto.
E mentre fonti mediche e ong parlano di un bilancio di tre vittime dall’inizio della protesta (l'ultimo Abdullah Comert, 22 anni, è morto la notte scorsa ad Antiochia, vicino al confine con la Siria, decesso confermato dallo stesso Arinc), il vicepremier turco afferma che "la polizia ha fatto il suo lavoro, ma ha subito provocazioni da parte di organizzazioni illegali", puntando il dito, così come fatto dal primo ministro Erdogan, in visita nel Maghreb, qualche giorno fa, contro il Chp, la principale forza d'opposizione laica al governo filo-islamico: "Ci sono loro dietro gli scontri". Arinc ha poi invitato tutti i manifestanti a “cessare oggi” le proteste anti-governative. “Sono convinto che i nostri cittadini, responsabili, lo faranno” ha detto nella conferenza stampa.
Bulent Arinc ha fornito anche un bilancio degli scontri che si sono verificati negli ultimi giorni, riferendo di 244 poliziotti e 64 manifestanti feriti. Eppure la stima di Amnesty International parla di oltre 2000 persone ferite nelle diverse città della Turchia, dal 29 maggio, quando la polizia ha usato cannoni ad acqua e lacrimogeni contro i contestatori. In particolare 1500 persone sono rimaste ferite a Istanbul, 414 ad Ankara, e420 a Smirne. L’Associazione ha affermato che la maggior parte delle lesioni sono state provocato proprio dall’uso di idranti e lacrimogeni.