I lavoratori Fiat sono sul piede di guerra: non si associano ai festeggiamenti dei tifosi della Juventus per l'arrivo in Italia del portoghese Cristiano Ronaldo gli operai degli stabilimenti di Melfi e Pomigliano: "È immorale che Cristiano Ronaldo prenda più di 30 milioni all'anno. Mentre i lavoratori si suicidano perché non ce la fanno ad arrivare alla terza settimana e sono disperati". A parlare è il delegato Usb dello stabilimento di Melfi Domenico Destradis: "Non abbiamo nulla contro il giocatore, contro il calcio in generale. Ma non è accettabile che in un momento di grande difficoltà del settore automobilistico, con una situazione di grande precarietà per tutti gli stabilimenti Fiat, che l'azienda spenda 31 milioni all'anno per una singola unità. Pochi anni fa si sono suicidati alcuni operai a Pomigliano, dopo anni vissuti nel disagio estremo della cassa integrazione".

E così, con una nota gli operai di Pomigliano e Melfi hanno annunciato uno sciopero: "È inaccettabile che mentre ai lavoratori di Fca e Cnhi l'azienda continui a chiedere da anni enormi sacrifici a livello economico la stessa decida di spendere centinaia di milioni di euro per l'acquisto di un calciatore", si legge in una nota diramata dall'usb di Melfi, a proposito dello stabilimento Fca (Fiat Chrysler Automobiles) della Basilicata. Le condizioni precarie di lavoro si sono aggravate per gli operai di Melfi proprio la scorsa settimana, poco prima dell'annuncio dell'affare concluso tra la Juventus e il Real Madrid: nella fabbrica sono stati annunciati esuberi, perché tra poco cesserà la produzione del modello Punto, dismesso dopo 25 anni. A rotazione quindi, per 1640 dei 5400 lavoratori dal 23 luglio si attiverà la solidarietà, con una riduzione media dello stipendio del 28%. A Pomigliano le cose non vanno meglio: 4600 lavoratori dovrebbero andare in cassa integrazione perché non c'è al momento un modello in produzione.

"Quando una radio portoghese – ci racconta Destradis – ci ha chiesto perché non siamo contenti dell'acquisto del più importante calciatore del mondo, che magari potrà portare prestigio anche alla Fiat e quindi portare soldi, magari dalla pubblicità, e rilanciare il mercato, io ho risposto che invece di chiamare un'auto ‘Ronaldo', preferirei che una nuova macchina portasse il nome di tutti quegli operai che con la continuità della loro fatica, hanno portato sulle spalle l'azienda, permettendole di crescere, con una garanzia costante di guadagno. Ma nessuno lo dice questo. Anzi l'azienda continua a ignorarci e a non dialogare con noi. Come deve fare oggi un padre di famiglia con tre figli a carico a vivere dignitosamente? Ma quando li spenderà Cristiano Ronaldo 31 milioni di euro?".

Ora i lavoratori incroceranno le braccia, venerdì a Pomigliano, lunedì a Melfi. "Un operaio ha un reddito netto annuo di 18.300 – ha detto il sindacalista – Ronaldo di 31 milioni netti. Sa quanti dipendenti ci vogliono per fare uno stipendio del giocatore? Per ironia della sorte circa 1690: cioè poco più della quota di esuberi annunciati".