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Larry Summers, già Segretario al Tesoro durante l'amministrazione di Bill Clinton, si è dimesso dal suo incarico presso l'Università di Harvard. La decisione è giunta in seguito alle evidenze emerse circa le relazioni intrattenute con il finanziere Jeffrey Epstein. Sebbene la figura di Summers sia centrale nel dibattito accademico e politico statunitense, l'attenzione della stampa si sta focalizzando su un'altra figura di rilievo istituzionale.
L'omissione dei fascicoli su Donald Trump
Un nome scuote il panorama mediatico non per la sua assenza dai documenti, ma per la natura della sua presenza. Donald Trump viene citato circa un milione di volte nella versione non censurata dei file, eppure appare una discrepanza rispetto a una specifica denuncia. Si tratta dell'accusa di aggressione e abuso ai danni di una ragazza, all'epoca dei fatti minorenne (tra i 13 e i 15 anni), avvenuta negli anni '80.
La vittima è stata interrogata dall'FBI e la sua testimonianza era stata inserita nei fascicoli relativi a Epstein, in quanto sarebbe stato il finanziere a presentarla a Trump. Tuttavia, nei documenti recentemente rilasciati dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti (DoJ), questi dettagli non compaiono.
Segreto di Stato e immunità di fatto
La procuratrice generale Pam Bondi ha giustificato il mancato rilascio di alcuni documenti parlando di duplicati o di materiale classificato, ovvero sottoposto a segreto di Stato per ragioni di sicurezza nazionale. Questa gestione solleva interrogativi sull'uguaglianza dei cittadini dinanzi alla legge, specialmente in presenza di accuse gravissime come l'abuso su minori. Quello che inizialmente appariva come uno scudo procedurale a tutela del Presidente, emerge oggi come un'anomalia sistematica nell'operato del DoJ.
Il ruolo di Deutsche Bank e la rete finanziaria
L'inchiesta sugli Epstein files coinvolge marginalmente anche Deutsche Bank. Dalle carte emergerebbero versamenti per 875.000 dollari effettuati dal finanziere a favore di modelle straniere nel corso degli anni. Tali transazioni sono avvenute nonostante Epstein fosse già un soggetto monitorato per i precedenti legati al traffico di minori.
Questi elementi confermano la rete capillare tra alta finanza e potere politico che ha garantito a Jeffrey Epstein un'area di impunità per decenni, permettendogli di reiterare abusi sistematici. L'analisi del caso parte da queste interconnessioni.