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L’Italia non dice “NO” alla guerra mentre Meloni scappa dal Parlamento

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Esistono diversi modi per affrontare una guerra: stare dalla parte giusta della storia o dalla parte sbagliata. Il Parlamento italiano ieri ha dato mandato al governo di partecipare a una missione europea a difesa di Cipro e con un giro di parole, senza mai citare l'attacco statunitense all'Iran, di permettere agli Stati Uniti l'utilizzo delle basi militari per fini tecnico-logistici. In questo modo, l'Italia non solo diventa un obiettivo sensibile, ma si rende parte integrante di un'azione che viola il diritto internazionale.

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Tutto questo è accaduto senza che la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni si presentasse in aula per dare la linea al Paese: ha trovato il tempo di parlare alla radio ma non quello di riferire in Parlamento, dove ha mandato a fare una pessima figura i ministri Tajani e Crosetto: il primo è convinto che il diritto internazionale valga fino ad un certo punto e che per salvarsi dai droni l'importante sia non affacciarsi alla finestra, il secondo si è ritrovato in zona di guerra a sua insaputa, mentre tutti evacuavano il Golfo.

In un contesto globale caratterizzato da conflitti sempre più frequenti e interconnessi a causa degli interessi commerciali e militari delle potenze globali e regionali, ovvero Stati Uniti, Israele, Cina e Russia , la scelta di schierarsi per la pace appare progressivamente anacronistica. Eppure, l'Italia vanta una tradizione di movimenti pacifisti: pensiamo alla marcia dei 500 verso Sarajevo durante l'assedio della capitale bosniaca o alle mobilitazioni contro i conflitti in Afghanistan e Iraq nel 2001 e nel 2003.

La democrazia limitata

Abbiamo ristretto le maglie della democrazia e delle libertà personali talmente tanto da restarci intrappolati dentro: oggi se dovessimo scendere in piazza contro la guerra rischieremmo multe e arresti a causa dei vari decreti sicurezza, se mai dovessimo criticare Israele per il suo attacco illegale all'Iran l'accusa sarebbe di antisemitismo a causa del nuovo ddl antisemitismo voluto dalla maggioranza ma anche da un pezzo del Partito Democratico, un'accusa infame per chi chiedere la pace che arriva da una maggioranza politica che ostenta la fiamma tricolore sul simbolo.

Mentre in Europa alcuni attori politici operano scelte in senso opposto, come Pedro Sánchez in Spagna, l'Italia dei sovranisti conferma la propria linea di subalternità rispetto agli Stati Uniti di Trump.
Forse Vannacci aveva ragione almeno su questo: il nostro sembra un mondo al contrario.

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Il podcast daily di Valerio Nicolosi per Fanpage.it: ogni mattina alle 7, una finestra sul mondo per capire cosa davvero sta accadendo. Politica estera, conflitti internazionali, migrazioni, politica interna e tematiche sociali raccontate dal giornalista con chiarezza e approfondimento. Con la voce di esperti e reportage direttamente dal campo - Palestina, Ucraina, Mediterraneo, Africa, Stati Uniti, America Latina e molto altro - SCANNER porta le storie dove accadono, per offrirti ogni giorno un’informazione completa, immediata e dal vivo.

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