La petroliera italiana "Savina Caylyn"

Arriva anche la prima testimonianza diretta dall'equipaggio della Savina Caylyn. A raccoglierla sono le giornaliste di "La Repubblica", Irene De Arcangelis e Cristina Zagaria che sono riuscite a contattare telefonicamente il comandante della nave ostaggio per undici mesi dei pirati somali. «Stiamo tutti bene» rassicura il comandante dell'imbarcazione, Giuseppe Lubrano Lavadera che ha direttamente risposto a telefono alle giornaliste. Il comandante ha anche rassicurato tutti sulle condizioni di salute di tutto l'equipaggio e del direttore Varrecchia.

Purtroppo non ha potuto riferire altro sullo stato delle trattative per la liberazione che da oggi pomeriggio vengono date per concluse con esito positivo. «Purtroppo non posso rilasciare dichiarazioni in merito perché siamo ancora in una fase di stallo, ma presto daremo notizie». Parole confortanti che anche senza la conferma ufficiale della Farnesina fanno ben sperare per la liberazione dell'equipaggio da quasi undici mesi sotto sequestro.

Intanto i familiari dei cinque marittimi italiani sono in trepidazione anche se a Procida sembra tutto pronto per accogliere gli ostaggi liberati. Potrebbero volerci quarantotto ore per avere notizie precise e conferme ufficiali anche se tutto fa credere che gli ostaggi saranno a casa entro Natale. Le prime notizie che parlavano di liberazione dell'equipaggio erano circolate nel primo pomeriggio.

Da quel momento molte agenzie di stampa hanno cominciato a battere la notizia e sono partiti anche i tentativi delle giornaliste di "La Repubblica" di contattare il comandante dell'equipaggio. Tre telefonate nel corso delle quali si è sentita tanta tensione e agitazione, anche parole non in italiano, ma poi la rassicurazione registrata in viva voce del comandante della petroliera italiana.