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Ciao,
a voler rileggere a ritroso le settimane passate dal 28 febbraio a oggi, sembra incredibile come siamo riusciti a finire, dal nulla, in un incubo a occhi aperti fatto di guerra, recessione e inflazione. Sembra impossibile, ma è successo, a causa della cieca acquiescenza dell’Occidente verso Donald Trump, e di Donald Trump verso Benjamin Netanyahu. Un giorno capiremo perché. Capiremo com’è possibile che ci siamo infilati in una trappola che era lì davanti ai nostri occhi, con l’economia di mezzo pianeta strozzata da una lingua di mare lunga e larga pochi chilometri come lo stretto di Hormuz. Capiremo se è stata sottovalutazione dei rischi, o l’improvvida e cieca sicurezza del sonnambulo che si sente guidato dalla divina Provvidenza. Quel che è certo è che oggi siamo entrati in una terra ignota dalla quale non si torna a quel che c’era prima. E che l’unico obiettivo è costruire, date le nuove circostanze, un nuovo equilibrio di pace.
L’altra cosa, ancora più certa, è che non sarà semplice.

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Sono preoccupata da Trump. È possibile che un uomo evidentemente non lucido, non possa essere rimosso dal suo ruolo così importante per il mondo intero?

Anna

Cara Anna, che Trump non sia lucido è effettivamente la prima spiegazione possibile, per le sue continue uscite sempre più violente e sregolate. In una recente intervista a Fanpage.it Gianluca Ansalone, analista geopolitico con parecchie esperienze di peso alle spalle, ha suggerito però una lettura diversa: “C'è un disegno politico molto concreto e molto forte dietro ogni azione, anche la più sciagurata”. Per quanto riguarda gli attacchi a Meloni, “se una dichiarazione della nostra premier si discosta leggermente da ciò che Washington pretende come allineamento subordinato, allora lei diventa automaticamente un nemico”.
Al di là delle possibili motivazioni dietro gli attacchi di Trump, la risposta alla tua domanda è che un modo c’è, sulla carta, per “rimuoverlo”. È il 25esimo emendamento della Costituzione statunitense. Questo permette al vicepresidente e una maggioranza del governo di stabilire che il presidente “non è in grado di esercitare i poteri e doveri del suo ufficio”.
La questione è che nessuno ha mai definito davvero cosa si intenda per “non essere in grado” (in inglese c’è il termine “unable”).
Questa parte dell’emendamento non è mai stata applicata. Peraltro, come detto, la mossa spetterebbe al vice di Trump, JD Vance, e ai ministri che il presidente si è scelto. Difficile immaginare che scelgano di rimuovere dall’incarico il loro presidente. In quel caso, si entrerebbe in uno scontro legale senza precedenti. Certo, mai dire mai, considerando come sono andate le cose finora e che Trump ha ancora circa due anni e mezzo in carica.

Luca Pons, redattore area Politica Fanpage.it

Buonasera, adesso che un antieuropeista come Orban è stato sconfitto, non si potrebbe modificare il regolamento dell'UE e quindi quando si vota utilizzare il metodo in cui la maggioranza decide?

Giorgio

Caro Giorgio, la tentazione è comprensibile, ma il punto è che non dipende da chi vince o perde in un singolo Paese. Le regole dell’Unione europea (incluso il voto all’unanimità su alcuni dossier chiave come politica estera e sicurezza) non sono un dettaglio modificabile a maggioranza: sono scritte nei Trattati, e cambiarle richiede proprio l’unanimità degli Stati membri. È un paradosso solo apparente: per superare il veto, serve il consenso di tutti, compresi quei governi che dal veto traggono più potere negoziale. Per questo il sistema resiste anche quando uno dei suoi principali utilizzatori esce di scena o si indebolisce. Negli anni il dibattito sul passaggio al voto a maggioranza qualificata si è riacceso più volte, soprattutto dopo i blocchi su Ucraina, bilancio e sanzioni, ma resta uno dei nodi più politici dell’Unione Europea: significa spostare equilibrio tra sovranità nazionale e decisione comune. E su questo, al di là dei singoli leader, le divisioni tra Stati restano molto profonde. In sintesi: si può fare, ma solo se tutti sono d’accordo. Ed è esattamente questo il punto.

Francesca Moriero, redattrice area Politica Fanpage.it

La rapina a Napoli ha catalizzato l’attenzione per diversi giorni. Ma si saprà mai quanto hanno rubato? Qualcuno risarcirà i derubati? Erano anni che non si sentiva più di rapine in banca così organizzate…
Grazie

Luca

Ciao Luca, è vero che era da parecchio tempo che non si sentiva più di rapine in banca come quella avvenuta giovedì 16 aprile in piazza Medaglie d’oro a Napoli. E il motivo è proprio che, oltre a sistemi di controllo tecnologicamente più evoluti che rendono più difficile l’operazione criminale, ormai nelle singole filiali ci sono sempre meno soldi contanti e quelli che ci sono sono facilmente tracciabili. Non a caso, nella rapina alla Credit agricole di Napoli, i rapinatori si sarebbero concentrati sin da subito e unicamente sulle cassette di sicurezza, che in qualche modo rappresentano un “buco nero” all’interno degli istituti di credito. Sì, perché chi ne affitta (si paga un vero e proprio canone) una può metterci dentro quello che vuole senza doverlo elencare. Il titolare deve comunicare alla banca soltanto il valore dei beni che ha depositato al suo interno per motivi assicurativi. Come abbiamo spiegato in questo articolo, nel caso della Credit Agricole risarcimenti fino a 52.000 euro sono già coperti dalla polizza assicurativa integrata nel canone, oltre (e solo fino a 155.200 euro) bisogna sottoscrivere una polizza integrativa. Il problema però è che spesso le cassette di sicurezza vengono usate anche per conservare, oltre a beni materiali, qualcosa che non è lecito avere, compreso eventuale contante non dichiarato. Per dirlo in modo semplice: chi ha tanti soldi contanti provenienti da lavoro nero o, addirittura, attività illecite spesso preferisce nasconderlo nelle cassette di sicurezza, sapendo che così starà al sicuro. E quasi certamente l’ammontare di questo “sommerso” ora non sarà dichiarato neanche nelle denunce. Per questo il bottino dei rapinatori potrebbe essere molto di più di quanto sarà denunciato.

Fabrizio Capecelatro, caporedattore Fanpage.it

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Francesco

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