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Visite mediche impossibili da prenotare nel Lazio: interrogazione a Rocca della consigliera Mattia

In seguito alla denunce raccolte da Fanpage.it in merito all’impossibilità per donne in gravidanza di prenotare visite mediche nel Lazio, la consigliera dem Eleonora Mattia ha presentato un’interrogazione al presidente Francesco Rocca.
A cura di Natascia Grbic
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Eleonora Mattia, consigliera del Partito democratico della Regione Lazio, ha presentato un'interrogazione in consiglio regionale in seguito alla vicenda sollevata da Fanpage.it riguardo l'impossibilità per donne in gravidanza e bambini in età pediatrica di prenotare visite con il sistema sanitario regionale. Questo ha comportato ovviamente la necessità di rivolgersi al privato, spendendo centinaia di euro per vedere riconosciuto il diritto alla salute.

L'interrogazione della consigliera Mattia

"Negli ultimi giorni gli organi di informazione hanno riportato diversi episodi di impossibilità per i cittadini di prenotare prestazioni sanitarie nei tempi previsti dalle prescrizioni mediche – si legge nell'interrogazione presentata dalla consigliera Mattia -. In particolare, sono emersi nelle cronache casi di indisponibilità di ecografie morfologiche per donne in maternità nei tempi prescritti, di rimozione di un nevo pericoloso con esame istologico nell’arco di sette mesi, di visite dermatologiche con epiluminescenza per il controllo dei nei per tutto il 2026. Constatato che diverse inchieste giornalistiche hanno documentato nel mese di novembre u.s. come i dati forniti dalla Regione Lazio con riferimento al rispetto dei tempi previsti dalle prescrizioni mediche per visite ed esami diagnostici risultino gravemente falsati; evidenziato che in particolare, il dato propagandato dalla Regione di un rispetto dei tempi di attesa pari al 96% è relativo solo al 12% delle richieste di cittadini, che non rifiutano le prestazioni proposte dal CUP a causa dell’eccessiva lontananza della sede indicata, in attuazione di un ambito di garanzia coincidente con l’intero territorio regionale", si interroga "il Presidente della Regione con delega alla Sanità per sapere quali azioni intenda intraprendere al fine di risolvere le criticità persistenti nelle liste di attesa del Sistema sanitario regionale".

Mattia: "Solo il 12% delle visite eseguita con rispetto dei tempi"

"Nonostante sia stato smentito dai dati ufficiali sulle prestazioni, dall’Istat a Fondazione Gimbe, il presidente della Regione Lazio, Rocca, con delega alla Sanità, ha affermato una puntualità del 96% – spiega la consigliera Mattia -. Ma si tratta di un trucco contabile degli uffici regionali con la copertura del Ministero della Salute. Nel Lazio, a differenza delle altre Regioni, vengono proposti appuntamenti in zone irraggiungibili: se rifiuti, scompari dalle statistiche. Questo avviene nell’88% dei casi. Il 96% di tempi rispettati riguarda quindi solo il 12% delle visite. Lo dimostrano non solo i dati ma anche vicende gravi come questa della futura mamma, al centro di una mia interrogazione in consiglio regionale".

Nel Lazio prenotare una visita è quasi impossibile

Uno dei problemi più gravi nel Lazio sono proprio le liste d'attesa. Molte persone non riescono a prenotare una visita in tempi utili e sono costrette a rivolgersi al privato. Questo riguarda anche chi riceve sì una disponibilità, ma a cento chilometri di distanza: la singola Asl, infatti, ha facoltà di proporre spostamenti anche a tali distanze. Impossibili da percorrere soprattutto per persone anziane, fragili o con una mobilità ridotta. Chi non ha disponibilità economica, quindi, non si cura e non fa prevenzione. Una lesione del diritto alla salute, che dovrebbe essere costituzionalmente garantito. Ad aggravare la situazione, la deliberazione del 23 dicembre 2025 in cui la Giunta ha ridotto i tempi di validità delle prescrizioni mediche, cosa che porterà il cittadino a tornare frequentemente dal medico per nuove ricette, oppure a rivolgersi ai privati. Da qui, l'interrogazione, in modo da capire in che modo si pensa di risolvere queste criticità che a oggi rappresentano un vero e proprio tallone d'Achille del Lazio.

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