Villa Pamphili, un 17enne potrebbe aver visto Kaufmann col corpo senza vita della bimba: “Sembrava svenuta”

Il processo per il duplice delitto di Villa Pamphili, che vede come unico imputato Rexal Ford/Francis Kaufman, entrerà nel vivo nelle prossime settimane. L'uomo è accusato di aver ucciso la compagna Anastasia Trofimova e la figlia Andromeda di appena un anno e di aver poi occultato i due corpi all'interno del parco di villa Pamphili. Lunedì 16 marzo verranno ascoltati alcuni testimoni chiave di questa vicenda, ovvero chi avrebbe visto un uomo con in braccio una bambina aggirarsi nei pressi di villa Pamphili poche ore prima del ritrovamento dei due cadaveri.
Il racconto dei testimoni
Si tratta di testimonianze chiave che riguardano la notte tra il 6 e il 7 giugno 2025. Quattro persone, ascoltate dalle forze dell'ordine durante le indagini, hanno riferito di aver visto un uomo vagare all'incrocio di Via Leone XIII e via Aurelia Antica con una bambina di pochi mesi in braccio.
Per chi indaga quell'uomo, vestito con una giacca maniche lunghe chiara, pantaloni lunghi viso e con un cappellino con visiera di colore chiaro è senza dubbio Rexal Ford. La compagna Anastasia era già morta da diversi giorni, dato lo stato di decomposizione del suo corpo al momento del suo ritrovamento. Difficile invece stabilire, nonostante gli esiti degli esami autoptici, se la piccola Andromeda fosse ancora viva quando è stata vista in braccio al padre durante quella notte. I testimoni dichiarano infatti che la piccola si trovava in una posizione strana come se avesse perso i sensi con la testa e le gambe a penzoloni.

La chiamata al 112
Un gruppo di ragazzi incrocia Rexal Ford su uno stretto marciapiede vicino all'Aurelia Antica mentre stanno andando a casa di un loro amico. La comitiva nota subito questo individuo dal fare strano e notano che aveva una bambina in braccio, in una posizione strana. "Sembrava non avesse i sensi perché le gambe le penzolavano e anche la testa era priva di sostegno, penzolava anche lei", racconterà poi il ragazzo alla polizia. Poco dopo il gruppo decide di chiamare il 112 e segnalare la presenza di quest'uomo con una bimba molto piccola in braccio. L'esistenza di questa telefonata è stata confermata da Pamela Franconieri investigatrice della Polizia di Stato, ascoltata come testimone durante una delle scorse udienze.

"La bambina era viva"
Maggiori dettagli invece vengono aggiunti da una donna, accorsa sul posto il giorno del ritrovamento dopo aver letto la notizia sui giornali per raccontare quello che aveva visto la notte prima mentre rientrava a casa dopo un concerto. La testimone racconta di aver visto, intorno all'una di notte del 7 giugno, un uomo camminare a passo veloce verso villa Pamphili, tenendo in braccio in maniera scomposta una bambina di pochi mesi con i capelli chiari e la carnagione chiara. La piccola indossava un vestitino di colore tra il rosa e rosso ed era scalza. L'uomo aveva un fare guardino continuava a guardarsi intorno mentre percorreva via Aurelia Antica a bordo della strada. La donna risponde così quando le viene chiesto se è sicura che la bambina fosse viva: "Al cento per cento. La bimba guardava le autovetture in transito, stava dritta ed era serena non piangeva".