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Femminicidio Ilaria Sula a Roma

Un anno fa il femminicidio di Ilaria Sula, la mamma: “Mia figlia chiusa al buio in una valigia. Perché lo ha fatto?”

Flamur e Gezime, genitori di Ilaria Sula, ricordano la figlia ad un anno dal suo femminicidio. Per giorni l’hanno cercata a Roma prima di scoprire che era stata uccisa dall’ex fidanzato.
A cura di Simona Berterame
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Esattamente un anno fa Ilaria Sula, studentessa della Sapienza di 22 anni, veniva uccisa a coltellate dall'ex fidanzato Mark Samson. L'allarme per la sua scomparsa è partito solo il 29 marzo, quando la giovane non si è presentata a Terni dai suoi genitori che la aspettavano a casa. Per giorni il volto di Ilaria era ovunque e circolavano tantissimi appelli per ritrovare questa giovane ragazza svanita nel nulla. Qualcuno segnalò anche di averla vista al quartiere Quarticciolo di Roma. Ma oggi sappiamo con certezza che non era lei. Il cadavere di Ilaria è rimasto per giorni in fondo ad un dirupo all'interno di una valigia nei pressi del Comune di Poli.

La scomparsa e i giorni di attesa: poi il ritrovamento in una valigia

Nella sua casa a Terni il tempo sembra essersi fermato a quel 29 marzo 2025. La camera di Ilaria è rimasta esattamente com'era. Il letto è rifatto, ogni tanto mamma Gezime dorme lì. Le pareti sono tappezzate di foto della giovane. "La aspettavamo qui, il fratello era andato a prenderla alla stazione ma lei non c'era – racconta papà Flamur – ci siamo allarmati subito, conoscendo nostra figlia non era da lei sparire così". Per una settimana hanno viaggiato avanti e indietro da casa alla questura di Roma per cercare di avere notizie sulla figlia.

Alle 7 di mattina entrambi erano già davanti alla questura a Roma e trascorrevano lì tutto il giorno, fino alla tarda sera in attesa di notizie. Il 2 aprile poi Mark Samson viene arrestato, confessa l'omicidio e conduce gli agenti dove aveva gettato il corpo. "Quando ce lo hanno detto è come se ci fosse crollato il mondo addosso", ci dice Flamur con un filo di voce. E la moglie Gezime aggiunge senza riuscire a trattenere le lacrime: "Mia figlia era chiusa in una valigia, al freddo e al buio. Io non lo sapevo e per giorni ho dormito nel mio letto mentre lei era lì da sola. Perché lo ha fatto? Perché?".

Il processo sul femminicidio di Ilaria Sula: imputata anche la mamma di Mark Samson

Ad ogni udienza del processo che si sta svolgendo nei confronti di Mark Samson nell'aula bunker di Rebibbia, partono da Terni con tutta la loro numerosa famiglia. Vogliono esserci sempre e indossando una maglia bianca con stampato il volto sorridente della figlia e la scritta "giustizia per Ilaria". Ed è proprio questo quello che chiedono, di avere giustizia con la consapevolezza che nulla potrà lenire davvero quel dolore e riportare indietro la loro primogenita.

Mark Samson, che alcuni giorni fa è stato ascoltato in aula, deve rispondere di omicidio premeditato e occultamento di cadavere. Rischia l'ergastolo e tra pochi mesi dovrebbe arrivare la sentenza di primo grado.

A sedere fra gli imputati, però, non c'è soltanto Mark Samson. Come emerso più tardi, infatti, anche la madre del giovane ha avuto un ruolo importante nell'occultamento del cadavere della studentessa. Sarebbe stata la madre a fornirgli la "valigia grande" chiesta proprio da Samson per nascondere il corpo al figlio. Inoltre, come ha raccontato lei stessa, lo avrebbe aiutato a pulire: "Ho usato la candeggina per togliere l'odore del sangue", ha spiegato a processo. Nel corso di una delle ultime udienze, ha provato ad avvicinarsi alla mamma di Ilaria Sula che ha rifiutato, scoppiando a piangere. Il processo a carico della madre di Samson si è già concluso: la donna è stata condannata a due anni di carcere.

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