Un agente della Polizia di Stato è stato rinviato a giudizio per i reati di lesioni, falso e concussione. Insieme a lui, un medico, accusato invece di falso e omissione di atti d'ufficio. Sono stati denunciati da un giovane di 26 anni che sostiene di essere stato aggredito dal poliziotto senza motivo con un pugno che gli ha fratturato la mascella. Il medico, di turno all'ospedale quella sera, si sarebbe rifiutato di visitarlo nonostante i danni al volto e non avrebbe scritto il referto. Il giovane, un 26enne proveniente dalla Sicilia, è stato poi operato d'urgenza qualche giorno dopo in un altro ospedale, dove gli è stata riscontrata la frattura della mandibola, con una prognosi di trenta giorni. La vicenda è riportata da Il Corriere della Sera.

L'aggressione davanti all'uscita in un locale

L'episodio risale all'estate del 2017. La vittima era venuta in vacanza a Roma, quando all'uscita della Bibliotechina – uno dei locali della capitale – si è avvicinata a una pattuglia della polizia per chiedere un'informazione su quale autobus prendere per tornare a casa. Secondo quanto raccontato dal ragazzo, l'agente per tutta risposta gli avrebbe sferrato un pugno in pieno volto, facendolo cadere addosso a una macchina parcheggiata. Seguono attimi di concitazione: l'agente dice di aver chiamato lui il 118 e di essere stato aggredito per primo dal 26enne in stato di alterazione. Il ragazzo dice invece di aver chiamato lui il 118 e che il poliziotto voleva farlo desistere dal suo intento.

Il ragazzo: "Costretto a firmare referto falso"

Secondo quanto sostenuto dall'accusa, il ragazzo una volta arrivato in ospedale sarebbe stato piantonato dall'agente che lo avrebbe minacciato e forzato a firmare un foglio di dimissioni falso, in cui c'era scritto che il 26enne aveva insultato il poliziotto prima di essere colpito. E il medico di turno avrebbe chiuso un occhio, rifiutandosi di fare una lastra al ragazzo che riscontrasse la frattura. A processo era finito anche un collega dell'agente, ma è stato assolto.