Torture nel carcere minorile di Roma, Antigone denuncia: “È l’effetto del Decreto Caivano”

L'inchiesta all'interno del carcere minorile di Casal del Marmo che hanno portato all'indagine nei confronti di dieci agenti della polizia penitenziaria, è iniziata grazie a un esposto dell'associazione Antigone, che da anni si occupa di diritti e garanzie all'interno del sistema carcerario. A luglio 2025 l'associazione è venuta a conoscenza di alcuni casi di possibili violenze. Dopo aver raccolto alcune testimonianze hanno deciso di procedere alla presentazione di un esposto descrivendo in maniera dettagliata alcuni episodi. Oltre all'esposto Antigone ha segnalato quanto gli era stato riferito anche alle autorità istituzionali.
Minacce, pestaggi e abusi sui giovani detenuti sono le pesanti accuse mosse dalla Procura di Roma che per cinque degli agenti avrebbe chiesto la sospensione del servizio. Due sono indagati per tortura, cinque per lesioni e tre per falso ideologico in atto pubblico. Le presunte vittime sono oltre dieci detenuti stranieri tra i 15 e i 19 anni.
L'effetto Caivano
Ora l'associazione Antigone guarda con attenzione cosa accadrà e come andrà avanti questa indagine. "Il messaggio culturale che è stato dato con questo governo e tradotto in norma attraverso il decreto Caivano è: questi sono dei detenuti e bisogna reagire con il pugno di ferro. Noi eravamo abituati ad una giustizia che metteva comunque davanti l'esigenza del minore, considerandolo comunque un individuo da poter recuperare" ha dichiarato a Fanpage.it Susanna Marietti, coordinatrice nazionale e responsabile dell'osservatorio minori di Antigone.
"Purtroppo questo messaggio del pugno di ferro viene interpretato in vari modi, ora vediamo con quanta fermezza il ministero dirà no a queste violenze. Sappiamo anche quante volte questo governo ha puntato il dito contro la legge sulla tortura che non permetterebbe agli agenti di fare il proprio lavoro".
E alla luce di queste indagini vengono viste sotto una luce diversa anche le ultime rivolte scoppiate all'interno dell'istituto all'inizio del 2025. Proprio nel periodo in cui, secondo le indagini, sarebbero iniziate le violenze all'interno del carcere.