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Tor Vergata, respinto il ricorso del primario Giuseppe Sica: chiuso il reparto dove insultò la collega

Il Tar del Lazio respinge ricorso di Giuseppe Sica, il primario di chirurgia mininvasiva a Tor Vergata che insultò e aggredì la collega Marzia Franceschilli.
A cura di Francesco Esposito
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Il reparto di chirurgia mininvasiva del Policlinico Tor Vergata resterà chiuso fino a giugno. Il Tribunale amministrativo del Lazio ha rigettato il ricorso del primario Giuseppe Sica, sospeso dall’università per un mese fino a mercoledì scorso e indagato dalla Procura di Roma per violenza privata e lesioni nei confronti della sua ex assistente, la dottoressa Marzia Franceschilli. L’episodio, avvenuto durante un intervento chirurgico e ripreso in un video poi circolato sui social, risale a giugno dello scorso anno: Sica avrebbe insultato Franceschilli e, secondo quattro testimoni, l’avrebbe anche aggredita fisicamente.

Sica: "Chiusura del reparto è sanzione contro di me"

Come riporta il Corriere della Sera, Sica ha presentato ricorso martedì 13 gennaio, chiedendo la sospensione della delibera del 2 gennaio con cui la Fondazione Policlinico Tor Vergata ha deciso di bloccare per sei mesi l’intero reparto da lui diretto. Il provvedimento prevede anche la redistribuzione del personale e delle attività chirurgiche per evitare disservizi ai pazienti. Questo nuovo piano organizzativo è stato contestato dai legali di Sica, che si sono rivolti al Tar. Secondo la difesa, infatti, la riorganizzazione del reparto rappresenterebbe "un'ulteriore sanzione a suo carico" oltre al provvedimento disciplinare personale: una sorta di doppia punizione.

Secondo il chirurgo, dalla deliberazione della Fondazione deriverebbe una "situazione di assoluta incertezza circa l’effettivo assetto organizzativo e, in particolare, circa il ruolo e le concrete funzioni" che gli resterebbero. Una condizione che, a suo avviso, comporterebbe rischi per la sua attività professionale, rendendo impossibile lavorare in modo efficace a causa della “disgregazione” della sua équipe, ma anche per i pazienti, che non riceverebbero cure adeguate.

Il Tar rigetta il ricorso di Sica

Sarebbe inoltre compromessa la sua attività di docente universitario, "intrinsecamente collegata" a quella di chirurgo specializzato in operazioni mininvasive e sull’apparato digerente. Argomenti che non sono bastati a convincere il giudice monocratico del Tar. Innanzitutto per una questione di tempistiche: il ricorso è stato presentato dopo l’avvenuta riorganizzazione e, dunque, la delibera avrebbe già prodotto i suoi effetti. Inoltre il tribunale non ha rilevato rischi per la salute dei pazienti. Il giudice ha però rinviato una decisione definitiva sul ricorso, che sarà presa in sede collegiale con un’udienza fissata per il 10 febbraio. Almeno fino ad allora, il reparto di chirurgia mininvasiva resterà chiuso.

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