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Termini, palazzo fatiscente e inquilini esasperati: “Mancano i soldi del Comune, non possiamo entrare in casa”

I lavori di ristrutturazione del palazzo, ottenuti grazie al Superbonus  110%, rischiano però di non vedere mai la fine perché mancano i fondi del Comune di Roma.
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A cura di Simona Berterame
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Sono trascorsi quasi due anni da quando gli inquilini del palazzo in via Giolitti 137, proprio accanto alla stazione Termini, sono stati sgomberati per un pericolo crollo della struttura. Oggi i lavori di ristrutturazione, ottenuti grazie al Superbonus  110%, rischiano però di non vedere mai la fine perché mancano i fondi del Comune di Roma. Ad oggi non ci sono ancora circa 200mila euro con una scadenza del 15 dicembre per la cessione del credito che incombe  sempre più vicina. Il rischio di perdere il beneficio fiscale si fa sempre più completo, nonostante il decreto ingiuntivo di giugno dove il Tribunale intimava il Comune a versare quanto dovuto.

Lo sgombero del palazzo due anni fa per rischio crollo

Ma partiamo dall'inizio. A fine 2021 i vigili del fuoco intervengono nel palazzo di via Giolitti a seguito di una segnalazione anonima per una crepa preoccupante. Lo stabile viene dichiarato inagibile e tutti gli inquilini vengono così sgomberati. In totale sono 25 appartamenti, 10 sono ancora di proprietà del Comune mentre gli altri sono stati acquistati negli anni. Una compravendita avvenuta nonostante già nel 1999 i vigili del fuoco avessero evidenziato in un documento le criticità presenti e il rischio crollo nello stabile. "Non sapevamo nulla, altrimenti non avremmo acquistato questo appartamento per nostra nipote" ammettono Daniela e Enrico rassegnati guardando i ponteggi alle loro spalle.

I due coniugi hanno acquistato un locale appena tre mesi prima dello sgombero e solo quel giorno hanno scoperto l'esistenza di un verbale dei vigili del fuoco di quasi 25 anni prima. Un altro acquirente inconsapevole è Nicola, che nel 2016 ha acquistato un appartamento per trasformarlo in un Bed&Breackfast. "Da due anni la mia attività è ferma – ci racconta – la mia partita iva è aperta ma fatturo zero, ho investito tantissimi soldi e oggi mi ritrovo senza nulla ad aspettare che il Comune di Roma paghi per procedere con la ristrutturazione".

Dal Comune di Roma nessuna risposta

Abbiamo provato a contattare il comune di Roma per chiedere una replica o comunque qualche informazione sui tempi previsti per l'erogazione dei soldi mancanti, ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Nel frattempo, il giorno dell'ultima assemblea dei condomini dove eravamo presenti anche noi di Fanpage, il Comune di Roma ha liquidato un acconto di 180mila euro. Una cifra però che ancora non basta per impedire il blocco dei lavori e la perdita del Superbonus.

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