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Covid 19
8 Agosto 2021
18:39

Su Telegram studenti Sapienza contro il Green Pass: nel gruppo bufale e inviti a non vaccinarsi

Al momento sono circa un migliaio gli studenti dell’Università di Roma La Sapienza che si stanno organizzando su Telegram contro il Green Pass. Dal primo settembre la certificazione verde sarà obbligatoria per accedere ai corsi: chi non vuole o non può esibirla, potrà scegliere l’alternativa della Dad.
A cura di Natascia Grbic
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In pochissimo tempo hanno superato i mille membri, ma di ora in ora si aggiungono decine di persone, tutte giovanissime, tutte contro il Green Pass. Da qualche ora su Telegram è apparsa una nuova chat, una delle tante contro la certificazione verde, che si chiama "Sapienza contro il Green Pass". Il gruppo unisce studenti, ex studenti, ricercatori, ma anche tanti simpatizzanti, non solo del principale ateneo romano, ma anche delle altre università. "È importante la presenza fisica nelle assemblee e la partecipazione per mettere in atto forme di protesta condivise ed efficaci", si legge nel messaggio fissato in alto nella chat. Un'assemblea è stata convocata per questo martedì alle ore 11, in ‘zona Sapienza'. Qualcun altro chiede di organizzare un corteo interno all'Università. E intanto è nata anche una pagina Instagram: "Useremo tutti i social disponibili".

Dal primo settembre Green Pass obbligatorio per l'università

Nel gruppo tanti articoli, molti delle quali vere e proprie fake news, interviste fatte da Red Ronnie, tesi complottiste sull'imposizione di una ‘dittatura socialista/comunista globale', e sul fatto che ‘non c'è nessuna prova che il covid sia reale'.  È stata inoltre creata una petizione per abolire l'obbligo di green pass per gli studenti universitari, valido a partire dal primo settembre. Un percorso di accompagnamento alla vaccinazione contro il Covid, con l'alternativa del tampone negativo, che potrà essere effettuato a un prezzo calmierato di quindici euro. Chi non vuole o non può ancora esibire il Green Pass, potrà scegliere l'alternativa della didattica a distanza. "Abbiamo un milione e 800mila studenti iscritti, tra i 19 e i 25 anni, e proprio a loro è chiesto di dare un esempio alla nostra società, di come la responsabilità dei nostri giovani sia forte e di come possa essere messa in evidenza in positivo", ha dichiarato la ministra dell'Università e della ricerca Maria Cristina Messa a Fanpage.it.

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