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Striscione degli ultras della Lazio per Khalid Salman, secondo cui “l’omosessualità è una malattia”

In un’intervista rilasciata all’emittente pubblica tedesca, Salman, ambasciatore dei Mondiali in Qatar, ha definito l’omosessualità “un danno mentale”.
A cura di Enrico Tata
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"Khalid Salman, gli ultras della Lazio ti sono vicini!": questo il testo di uno striscione esposto da alcuni ultras biancocelesti prima della partita Lazio-Monza che si è giocata ieri sera allo stadio Olimpico di Roma.

Ma chi Khalid Salman? È un ex giocatore della nazionale del Qatar e ambasciatore dei Mondiali di calcio che si svolgeranno in quel Paese tra qualche giorno (20 novembre-18 dicembre). In un'intervista rilasciata all'emittente pubblica tedesca, la Zdf, Salman ha definito l'omosessualità "un danno mentale".  "Durante i Mondiali accadranno molte cose qui nel Paese. Parliamo di gay. La cosa più importante è che tutti accettino di venire qui rispettando le nostre regole. L'omosessualità è proibita. È haram perché è un danno mentale", le sue parole prima di essere interrotto da un addetto stampa. Nei giorni precedenti gli organizzatori del torneo avevano tenuto a rassicurare sul fatto che tutti i tifosi sarebbero stati accolti senza discriminazioni. Sebbene l'omosessualità sia in effetti illegale in quello stato, l'emiro del Qatar aveva dichiarato che le coppie omosessuali non avrebbero dovuto temere nulla durante il torneo. Nonostante questa apertura, le autorità locali avevano sottolineato l'importanza di limitare qualsiasi manifestazione di intimità in pubblico poiché perseguibile e questo è valido sia per coppie eterosessuali che omosessuali.

"Dichiarazioni del genere sono terribili e anche per questo stiamo lavorando affinché in futuro la situazione possa migliorare anche in Qatar", è stata la replica alle parole di Salman da parte della ministra dell'Interno della Germania, Nancy Faeser.

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