Sofia Di Vico morta per shock anafilattico, l’autoiniettore di adrenalina non avrebbe funzionato

Il papà di Sofia Di Vico ha spiegato di aver informato il ristorante che l'allergia al lattosio di sua figlia era gravissima. Queste le parole di Fabio: la direzione del Camping Village Roma Capitol lo sapeva. Si tratta della struttura di Ostia in cui Sofia ha cenato lo scorso giovedì 2 aprile, insieme alla sua famiglia e alla squadra di basket di Maddaloni. La quindicenne è morta davanti agli occhi di suo padre, dopo quella che sembra essere stata una violenta reazione allergica.
Ma cosa è successo? Cos'è andato storto? Si è trattato di un'incomprensione tra il padre di Sofia e il personale del ristorante, di un errore di comunicazione con la cucina? Oppure il ristorante sapeva, era stato informato e nonostante questo c'è stata superficialità nella preparazione delle uova e fagiolini che Sofia ha ordinato? Sul caso indagano gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato di Ostia coordinati dalla Procura della Repubblica di Roma.
Accertamenti sull'autoiniettore di adrenalina
Come riporta Il Messaggero, Fabio Di Vico ha spiegato di aver detto chiaramente al ristorante che sua figlia aveva un'allergia gravissima al lattosio. Accompagnava infatti Sofia nelle trasferte sportive e portava sempre l’autoiniettore di adrenalina, un salvavita in caso di reazioni allergiche violente. Anche sul dispositivo si concentrano le indagini dei poliziotti: pare infatti che la sera in cui si è sentita male Sofia non abbia funzionato.
Sofia Di Vico morta per uno shock anafilattico
Al momento in cui si sono verificati i drammatici fatti che hanno portato alla sua scomparsa Sofia si trovava a cena nel Camping di via di Castel Fusano con la sua squadra per partecipare al torneo ‘Mare di Roma Trophy in Pink'. Ha ordinato uova e fagiolini e stava mangiando quando, improvvisamente, ha avuto una grave crisi respiratoria. Suo padre ha provato a iniettarle l'adrenalina, ma l'autoiniettore non avrebbe funzionato. Soccorsa con l'ambulanza, è stata trasportata all'ospedale G.B. Grassi di Ostia, dove purtroppo è deceduta.
È stato proprio suo padre a praticarle per primo il massaggio cardiocircolatorio, mentre era al telefono con gli operatori sanitari che stavano arrivando a prendere sua figlia. Tentativi di rianimazione che i soccorritori hanno continuato a lungo, purtroppo senza esito. Il cuore di Sofia non è ripartito. La salma della giovane è stata poi trasferita all'obitorio di Tor Vergata ed è stata fatta l'autopsia. Sulla vicenda la Procura ha aperto un'inchiesta per omicidio colposo. Gli ispettori della Asl Roma 3 hanno acquisito cibi, pentole, posate, piatti dal ristorante alla ricerca di tracce di lattosio.