video suggerito
video suggerito

Si suicida a 14 anni, sospesa la preside della scuola: “Punita solo in base ad articoli di giornale”

Si è tolto la vita a 14 anni, alla vigilia del primo giorno di scuola: a Fanpage.it la referente dei presidi spiega cosa c’è di sbagliato nella sospensione della collega. La grafologa, invece, precisa in cosa consistono i suoi esami nei diari del ragazzo.
A cura di Beatrice Tominic
36 CONDIVISIONI
Immagine

È arrivata oggi la notizia della sospensione della preside della scuola frequentata dal quattordicenne che lo scorso 11 settembre si è tolto la vita, alla vigilia del primo giorno di scuola. Per la dirigente sono scattati tre giorni di sospensione dal lavoro, senza stipendio, ed è stata avviata una contestazione disciplinare, mentre le indagini restano ancora aperte. Una decisione, quella di far scattare la contestazione disciplinare della preside, accolta con parecchie perplessità dalla Flc Cgil.

"La contestazione nei confronti della collega è scattata ancora prima dell'ispezione a scuola che ha il compito di accertare eventuali responsabilità da parte della scuola. Si tratta di un'incongruenza temporale che è stata evidenziata dalla collega stessa. Troviamo che l'intera vicenda sia stata gestita in maniera scorretta – dichiara a Fanpage.it Roberta Fanfarillo, responsabile nazionale dei dirigenti scolastici Flc Cgil – Naturalmente, però, la contestare la sanzione per noi non significa sminuire la gravità di quello che è successo, minimizzare o prendere le distanze dai fatti che hanno colpito molto duramente quella comunità scolastica, compresa la stessa collega. Ma vogliamo chiarezza".

L'ipotesi è che la sanzione possa essere scattata soprattutto a seguito della grande risonanza mediatica del caso. "La sua posizione stava diventando di dominio pubblico e quindi avrebbe dato adito anche a fraintendimenti rispetto alla sua responsabilità – continua Fanfarillo – Noi abbiamo sentito il dovere di pronunciarci a difesa della collega, per tutelarne la dignità professionale in un momento così difficile per lei e per la sua scuola, non per sminuire l'entità dell'accaduto".

Nel frattempo continuano le indagini sul caso, nel massimo riserbo. Nessun elemento viene lasciato al caso, neppure i quaderni del ragazzino, che sono oggetto di analisi proprio in questi giorni. "Non si tratta di diari, ma di quaderni dalle elementari fino alle superiori – spiega a Francesco Esposito di Fanpage.it la grafologa Marisa Aloia – Soltanto passando al vaglio ciò che ha scritto e i cambiamenti della grafi sarà possibile restituirne un'autopsia psicologica precisa".

La sanzione della preside della scuola: cosa non torna nel procedimento disciplinare

La dirigente scolastica dell'istituto scolastico frequentato dal quattordicenne è stata raggiunta da una contestazione degli addebiti, che rappresenta l'avvio di una contestazione disciplinare. Ma provvedimenti di questo genere devono seguire un iter ben preciso prima di essere messi atto: la contestazione deve basarsi su fatti concreti che vengono contestati alla persona oggetto della misura che ha la possibilità di difendersi nel corso di un colloquio e che può anche lasciare una memoria. La preside della scuola, ad esempio, ha presentato la memoria e si è affidata a un avvocato che l'ha seguita in questi passaggi.

"Nel suo caso, però, i fatti sono stati contestati prima che iniziasse l'ispezione del ministero, che ha il compito di accertare le eventuali responsabili in questo terribile fatto, per cui sottolineo che abbiamo il massimo rispetto – continua – Ma il richiamo mediatico è stato davvero molto alto. E abbiamo avuto l'impressione che l'amministrazione volesse trovare per forza un colpevole. Ma non lo si può trovare nella persona della dirigente scolastica, non ci sono elementi di colpevolezza a suo carico che indichino l'incapacità di gestire episodi di bullismo".

La preside e i rapporti con la famiglia: "Non conoscevano la sua storia"

Più di una volta i genitori del quattordicenne hanno spiegato come la preside abbia ignorato le loro richieste d'aiuto. Una versione che, però, per il momento sembra che possa non trovare riscontri. "La collega non conosceva il ragazzo, non ha mai parlato con i genitori, nessuno le ha mai detto che il ragazzo lamentava di essere oggetto di bullismo da parte dei compagni. Come poteva intervenire? – aggiunge Fanfarillo – In nessun consiglio di classe ci sono verbali in cui si parla di fatti che possano in qualche modo essere ricondotti a questo ragazzo: secondo noi la scelta di sanzionarla è una scelta più dettata dall'esigenza di dare una risposta all'opinione pubblica che veramente all'accertamento della verità".

Sospensione della preside: "Mancano gli elementi, solo articoli di giornale"

Nel frattempo è stata svolta l'ispezione da parte del ministero dell'Istruzione: "Ogni ispezione si conclude con una relazione a cui le persone interessate hanno diritto di accedere perché devono poter leggere quanto emerso. Ad oggi, però, la collega non ha avuto ancora modo di prenderne visione. Allora ci chiediamo in base a cosa è scattato il provvedimento nei suoi confronti – continua Fanfarillo – La persona che riceve questa contestazione chiede e deve ottenere la documentazione sulla quale l'amministrazione ha basato la stessa, prima ancora di organizzare la sua difesa. Quando la collega ha chiesto questi atti, però, non esisteva ancora la relazione perché l'ispezione non non era ancora conclusa. E le hanno dato degli articoli di giornale. Ma riteniamo che non sia possibile basare una contestazione degli addebiti per un fatto così grave sulla lettura di articoli di giornale". L'auspicio è che possa essere presto fatta giustizia.

Le analisi sui quaderni del quattordicenne: "La sua grafia cambia all'improvviso"

Negli ultimi giorni, inoltre, sono stati eseguiti gli esami sui quaderni del giovane da parte della grafologa Marisa Aloia.

"Sto esaminando dei quaderni di scuola, dalle elementari al liceo: da ciò che ho analizzato fino ad ora posso accertare con certezza che il disagio, non possiamo sapere se per bullismo o per altre cause, è iniziato in terza elementare – spiega a Francesco Esposito di Fanpage.it – È in quell'anno che ho riscontrato i primi cambiamenti improvvisi nella scrittura: da una grafia ordinata, precisa e calma si passa improvvisamente a scritture molto più confuse, angolose, con una differenze evidenti rispetto a quelle precedenti". Da chiarire, insieme a chi ha conosciuto il giovane, in special modo i genitori, cosa possa essergli accaduto in quel periodo. "È importante studiare la sua grafia perché, in quanto autopsia psicologica, nessuno parla al posto suo: parla direttamente la sua scrittura", sottolinea.

Il racconto del doposcuola: "Una frase umiliante"

"Il fatto che scrivesse sui quaderni può far pensare che le sue sensazioni siano legate a fatti avvenuti nell'ambiente scolastico. Ma oltre a non averne certezza, non è possibile neanche capire chiaramente a cosa si riferisse – precisa – In una pagina fa riferimento a un episodio particolare: parla di un doposcuola a cui non aveva partecipato. In quell'occasione gli era stato sottolineato che, comunque, probabilmente partecipare non costava tanto. Sicuramente è una frase che può essere molto umiliante, soprattutto se detta da una professoressa". Continua il lavoro per cercare di fare chiarezza. Ciò che è certo è che qualcosa deve aver ferito il quattordicenne nel profondo. Ma oggi non può più raccontarcelo.

36 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views