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Sgomberato il centro sociale ZK dopo più di vent’anni di occupazione: polizia e blindati sul posto

All’alba la polizia ha iniziato lo sgombero dello spazio occupato ZK in via Epaminonda a Roma. Attivisti in presidio per difendere il centro sociale attivo dal 2002.
A cura di Francesco Esposito
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Le forze dell’ordine in via Epaminonda (Foto da polizia locale Roma Capitale)
Le forze dell’ordine in via Epaminonda (Foto da polizia locale Roma Capitale)

Sono in corso le ultime operazioni di sgombero dello spazio autogestito ZK di via Epaminonda 12, tra Ostia e Casal Palocco, nel Municipio X di Roma. L'intervento della Polizia di Stato, con il supporto logistico degli agenti del X Gruppo Mare della polizia locale, è scattato intorno alle 6.30 di giovedì 29 gennaio 2026. Sul posto si è da subito formato un presidio spontaneo di solidarietà con attivisti arrivati da tutta Roma che dovrebbe proseguire per tutta la giornata.

Dopo quelli dei centri sociali Leoncavallo a Milano e Askatasuna a Torino, questo è il primo sgombero di spazi sociali nella Capitale, nonostante ZK non risultasse fra i primi nomi della ‘lista' del ministro degli Interni Matteo Piantedosi.

Foto da facebook
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Lo ZK di Ostia, oltre vent'anni di autogestione e autoproduzione

"Nel lontano agosto 2002 abbiamo deciso di prendere uno spazio da anni abbandonato per farne un luogo dove vivere e dove creare sperimentare inventare una cultura diversa fuori dalle logiche commerciali", così inizia, come scritto sul sito web, la storia del centro sociale. Nel corso degli anni lo ZK è diventato un punto di riferimento delle varie scene musicali underground di tutta Italia: dalla musica elettronica al punk.

Col tempo all'interno sono nati un orto, un'erboristeria, una serigrafia, una boutique di scambio e regalo, un laboratorio di tecnologia, una cantina-birreria. Tutto questo sempre con lo spirito dell'autoproduzione, intesa dai collettivi che gestiscono lo ZK, come "riciclaggio, fai da te, limitare i consumi superflui, privilegiare la musica/cultura autoprodotta a quella delle grandi star succhiasoldi e cervello, diffondere cultura antagonista, odiare il business, odiare la guerra e il razzismo, inventare, progettare, a volte sbagliare… ma soprattutto fare". Una storia che, come promette uno striscione appeso in queste ore, "non finisce qua".

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