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Delitto di Arce, omicidio di Serena Mollicone
10 Novembre 2022
13:47

Serena Mollicone cittadina onoraria di Fontana Liri, dove è stata trovata morta il 3 giugno 2001

L’onorificenza sarà conferita a Serena Mollicone post mortem il 18 novembre, giorno in cui avrebbe compiuto quarant’anni. La ragazza è stata trovata morta nel bosco Fontana Cupa il 3 giugno 2001.
A cura di Natascia Grbic
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Delitto di Arce, omicidio di Serena Mollicone

Serena Mollicone, la studentessa 18enne uccisa ad Arce nel 2001, diventerà cittadina onoraria post mortem di Fontana Liri. lo ha annunciato il sindaco Gianpio Sarracco: la cerimonia di conferimento dell'onorificenza è stata organizzata per il 18 novembre, giorno in cui Serena avrebbe compiuto quarant'anni.

L'iniziativa rientra nel progetto di riqualificazione del bosco Fonte Cupa, dove Serena è stata trovata senza vita due giorni dopo la sua scomparsa, avvenuta il primo giugno 2001. Proprio in quel punto sarà realizzato un parco tematico dedicato a tutte le vittime di violenza in provincia di Frosinone.

Il caso di Serena Mollicone è ancora aperto. A più di vent'anni di distanza dal suo omicidio, non è stato ancora trovato chi quel primo giugno 2001 l'ha uccisa. Sotto processo c'è la famiglia Mottola, accusata di averla uccisa all'interno della caserma dei carabinieri, dove la ragazza è stata vista l'ultima volta: tutti sono stati assolti in primo grado, nei prossimi mesi ci sarà il processo d'appello. Il caso di Serena Mollicone è stato discusso di recente anche al Parlamento europeo.

"Siamo stati traditi dai troppi non ricordo – ha dichiarato la sorella di Serena dopo l'assoluzione della famiglia Mottola – Quella gente non parlerà mai. Non lo ha fatto prima, non lo ha fatto per tutto questo tempo, e non lo farà ora". E ha poi aggiunto: "Non ci arrenderemo ma andremo avanti seguendo l'esempio di mio padre, anche se sarà difficile emularlo. Lui nei venti anni successivi alla morte di mia sorella ha segnato ogni passo delle indagini. Non intendiamo arrenderci o all'ergastolo del dolore al quale per ora la sentenza ci ha condannato".

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