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Sequestra, picchia e stupra una 17enne conosciuta in discoteca: buttafuori condannato a 16 anni

Chiuso il processo per un buttafuori 19enne, che la Cassazione ha condannato a 16 anni di carcere per aver sequestrato, picchiato e violentato più volte una 17enne conosciuta in una discoteca di Viterbo.
A cura di Alessia Rabbai
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Immage di repertorio
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Sedici anni di reclusione è la condanna che in via definitiva i giudici della Suprema Corte di Cassazione hanno confermato nei confronti di un uomo, ritenuto colpevole di aver sequestrato, picchiato e stuprato ripetutamente una ragazza di diciassette anni in un bed&breakfast della provincia di Viterbo. L'imputato nei confronti del quale è terminato il processo è un ragazzo di diciannove anni, che di professione al tempo dei fatti faceva il buttafuori. I reati contestati sono di violenza sessuale, sequestro di persona, rapina e lesioni, con l'aggravante della crudeltà.

Condannato a 16 anni in primo e secondo grado

La sentenza di primo grado del Tribunale di Viterbo aveva stabilito per il diciannovenne una condanna a sedici anni di reclusione, poi confermata anche in Appello. Verdetto che la Cassazione ha reso definitivo. L'avvocato Luigi Mancini, aveva fatto ricorso ad entrambe le sentenze, la Cassazione ha respinto l'ultimo, confermando la condanna in secondo grado.

Ha adescato la 17enne sui social

I fatti risalgono al 2019 e si sono verificati nel Viterbese. I due giovani, lei minorenne e lui poco più che maggiorenne al tempo dell'accaduto si sono conosciuti in discoteca. Lui, come riconosciuto dai giudici, l'ha sequestrata e violentata più volte in un bed and breakfast. Era infatti riuscito a rintracciarla tramite i social network e si è messo in contatto con lei, presentandosi alla sua famiglia come il fidanzato.

Ha filmato e diffuso le immagini delle violenze

Proprio durante il primo incontro lui le ha tolto di mano lo smartphone in modo che non potesse chiedere aiuto e l’ha costretta a seguirlo in un vicino b&b dove l’ha picchiata, minacciata e violentata, filmandola e diffondendo le immagini sui social network. I genitori hanno convinto la giovane a raccontare tutto, accorgendosi dei lividi. Così la famiglia della vittima ha denunciato il diciannovenne, che è finito a processo ed è stato condannato.

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