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Scontri tra ultras romanisti e napoletani sull’A1: identificati 33 tifosi, decine di perquisizioni

Gli agenti della Polizia di Stato hanno effettuato decine di perquisizioni questa mattina tra Roma, Napoli e Arezzo nei confronti di trentatré tifosi, ritenuti responsabili di aver partecipato agli scontri sull’A1.
A cura di Natascia Grbic
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Decine di perquisizioni in corso da parte della Polizia di Stato questa mattina tra Roma, Napoli e Arezzo, nell'ambito delle indagini sugli scontri avvenuti tra ultras romanisti e napoletani avvenuti sull'Autostrada del Sole lo scorso 8 gennaio. Si tratta di venti tifosi della Roma, dodici del Napoli e uno dell'Arezzo, ritenuti tutti responsabili di aver partecipato agli scontri tra le vetture nei pressi dell'area di servizio di Badia Al Pino.

Le indagini, condotte dalla Digos insieme alla Direzione centrale della Polizia di prevenzione, si sono concentrate sulle decine di video girate dalle persone presenti in quel momento in autostrada, oltre alle telecamere di sorveglianza presenti nell'area di servizio. Dalle immagini sono stati riconosciuti i trentatré tifosi nei cui confronti sono stati eseguite le perquisizioni: la loro posizione è attualmente al vaglio degli investigatori.

Gli scontri sull'Autostrada del Sole

Gli scontri sull'A1 sono avvenuti lo scorso 8 gennaio, nei pressi dell'area di servizio dove fu ucciso il tifoso laziale Gabriele Sandri. Le tifoserie di Roma e Napoli erano entrambe in transito in quel tratto autostradale: i giallorossi viaggiavano verso Milano, per vedere Milan-Roma, i biancoazzurri verso Genova, per Sampdoria-Napoli. Per diversi minuti le due tifoserie si sono fronteggiate sull'autostrada, in mezzo alle macchine in transito, interrompendo ovviamente il traffico. Per questioni di sicurezza, la Polizia Stradale dovette chiudere il tratto stradale.

Sarebbero circa trecento i tifosi coinvolti negli scontri. Nell'immediatezza era stato arrestato l'ultras giallorosso Martino Di Tosto, con l'accusa di rissa aggravata. Sottoposto a obbligo di firma e di dimora nel comune di residenza, ha ricevuto un Daspo di dieci anni dalla Procura di Arezzo.

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