Roma, rompe il braccio all’ex e le incendia la lavanderia: nel 2013 aveva cercato di uccidere la compagna incinta

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Un 35enne è stato arrestato dopo aver incendiato la lavanderia gestita dall’ex compagna e dalla madre, nonostante fosse già destinatario di un divieto di avvicinamento. Le due donne hanno perso il negozio e temono ora per la propria sicurezza.

Ha incendiato la lavanderia che la sua ex compagna gestiva insieme alla madre a Roma, in zona Fleming, dopo averla picchiata, minacciata ed essere già destinatario di un divieto di avvicinamento. L’uomo è stato arrestato e portato in carcere proprio per aver violato il provvedimento, ma non è escluso che possa uscire a breve. E così le due donne, oltre ad aver perso la loro fonte di sostentamento economico, temono anche per la propria vita, visto che lui aveva già fatto loro del male e soprattutto aveva minacciato di sfregiarle con l’acido.

La vicenda è riportata da Il Messaggero. Luca R., romano di 35 anni, era già stato arrestato anni fa per il tentato omicidio dell’ex compagna incinta e del padre di lei, e aveva scontato otto anni di carcere. Una volta uscito ha intrapreso una nuova relazione con la donna, ma anche questa storia sarebbe stata segnata da violenza, ossessione e gelosia. Per questo lei aveva deciso di interrompere la relazione e mettere distanza tra loro.

L’uomo, però, non avrebbe accettato di perdere il controllo. L’avrebbe picchiata, le avrebbe puntato un coltello contro e le avrebbe rotto un braccio. Dopo l’arresto, il pubblico ministero aveva chiesto la custodia cautelare in carcere, ma il giudice aveva disposto il divieto di avvicinamento. Un provvedimento che però non è stato rispettato: poco dopo, Luca R. sarebbe andato a incendiare il negozio che le due donne avevano aperto nel 2018, causando danni enormi. Le due donne sono disperate. La titolare ha riferito di essere assicurata, ma non per i danni dolosi, e che i danni ammonterebbero complessivamente a circa 200mila euro, anche perché la lavanderia è diventata inagibile. A questo si aggiunge la paura per quello che potrebbe accadere quando l’uomo uscirà dal carcere. "Aveva promesso di sfregiarci con l'acido, dopo la denuncia – la paura della donna -. Se dovesse tornare libero chi tutelerà me e mia figlia?".

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