Roberto Palumbo, respinta richiesta di scarcerazione: il primario del Sant’Eugenio resta ai domiciliari

Resta ai domiciliari il dottor Roberto Palumbo, ex primario di Nefrologia all'ospedale Sant'Eugenio di Roma, indagato per corruzione con l'accusa di aver indirizzato pazienti dializzati in cliniche private "amiche" dietro compenso. Palumbo, insieme all'imprenditore Maurizio Terra, è stato arrestato il 4 dicembre scorso poiché colto in flagrante mentre intascava una tangente da tremila euro.
Pazienti bisognosi di dialisi inviati nei centri privati dietro compenso
La decisione del giudice per le indagini preliminari di disporre gli arresti domiciliari è stata ribadita dal Tribunale del Riesame presso cui i legali di Palumbo e Terra avevano presentato ricorso: "Rischio di reiterazione del reato e inquinamento probatorio". L'inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe De Falco e dal pubblico ministero Gianfranco Gallo, in cui sono quattordici gli indagati, ricostruisce un sistema corruttivo di cui il primario di Nefrologia sarebbe stato al centro, con il potere di fare arricchire o fallire i centri dialisi accreditati con il Servizio Sanitario Nazionale. Gli altri sono imprenditori, amministrativi e medici della sanità pubblica e privata.
Roberto Palumbo, socio occulto di una clinica privata
Le indagini sono partite proprio dalla denuncia di uno di loro: Carmelo Alfarone, titolare del centro dialisi Diagest srl. Ai pm Alfarone ha raccontato come Palumbo gli avesse chiesto fino a 700mila euro per inviare dei pazienti dal Sant'Eugenio alla sua struttura. Sono cinque i centri coinvolti nell'inchiesta, fra cui anche il Rome American Hospital, presso cui Palumbo svolgeva operazioni "a gettone".
Nel corso dell'attività investigativa sarebbe, inoltre, venuto fuori come il primario fosse anche socio occulto della Dialeur, società della sanità privata di cui Maurizio Terra era rappresentante legale. Solo il medico, infatti, partecipava alla ripartizione degli utili, che avveniva attraverso fatture false della Omnia 2025, una società creata ad hoc per coprire il giro di tangenti. Formalmente l'amministratore unico era il ragioniere Federico Germani, indagato, ma la carta di credito della società, e dunque l'accesso al denaro, era nelle mani di Palumbo.
Rocca: "Regione Lazio parte civile"
"Se ci sarà un processo la Regione Lazio sarà parte civile o direttamente o attraverso la Asl Roma che ci sarà sicuramente", aveva dichiarato il Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca. "Ci sarà un approfondimento sulle strutture coinvolte per verificare se hanno a che fare con la persona arrestata insieme al dottor Palumbo, per eventuali sospensioni dell'accreditamento. Non faremo sconti a nessuno, ma non bisogna fare passi falsi mettendo a rischio la salute dei pazienti. In base alle decisioni della magistratura, potrebbe intervenire l'amministratore giudiziario".