I professori del liceo Orazio di Roma, si sono uniti ai colleghi degli altri istituti come il Tasso e il Pasteur, scrivendo una lettera nella quale manifestano le loro perplessità e dubbi sulla prossima riapertura delle scuole, con la didatta in presenza, per ciò che prevede il nuovo modello scolastico e la mancanza di spazi e tempi per i professori, come degli strumenti idonei per realizzarlo.

Bocciati i doppi turni

I professori del liceo Orazio bocciano la decisione dei doppi turni di entrata, con uscita posticipata di pomeriggio perché, spiegano "non farebbe altro che creare ulteriori disagi e rischi agli studenti  e al personale della scuola provenienti dalla periferia e dall’hinterland, che già sperimentano la carenza e le disfunzioni del trasporto pubblico" spiegano, ponendo l'accento sulla difficoltà già esistente degli spostamenti. L'orario spalmato tra mattina e pomeriggio comporterebbe inoltre la necessità per studenti e docenti di pranzare, con assenza di locali preposti per farlo nel rispetto delle norme igieniche necessarie e del rispetto della distanza di sicurezza. Difficoltà si avrebbero inoltre per lo studio a casa.

Rischio nuovo aumento contagi

Un ritorno a scuola in concomitanza del rientro delle festività natalizie (dapprima fissato per il 7 gennaio e poi posticipato solo per le superiori all'11 gennaio, quattro giorni dopo) in assenza di uno screening rapido antigenico da parte delle Asl competenti che secondo i docenti "appare rischioso per l’ingresso a scuola di potenziali casi di contagio contratto durante la sospensione dell'attività didattica. Si creerebbero così di fatto nuove condizioni per una diffusione più rapida del virus". E chiedono che la ripresa delle lezioni in presenza venga fatta ascoltando le problematiche poste dai dirigenti scolastici, in condizioni di assoluta sicurezza.