Restaurata la croce celtica ad Acca Larentia, doveva essere rimossa: “Va cancellata, Roma non è dei fascisti”

È stata restaurata l'enorme croce celtica in via Acca Larentia, luogo simbolo dove ogni anno i neofascisti si ritrovano per il rito del ‘presente' in memoria di Franco Bigonzetti, Francesco Ciavatta e Stefano Recchioni, uccisi il 7 aprile 1978 da un commando di estrema sinistra. Lo ha denunciato il segretario del Partito democratico Enzo Foschi, che in un post sui social ha scritto: "Rinforzata e ripulita la croce celtica ad Acca Larentia. L'arroganza di chi si sente al di sopra della legge. Un fatto inaccettabile. Noi chiediamo che sia cancellata questa vergogna e che siano individuati i responsabili. Roma non è né sarà mai città aperta per i fascisti".
L'enorme croce celtica, talmente grande che si vede senza sforzi anche da Google Maps, si trova nel cortile condominiale di fronte alla storica sede del Movimento sociale italiano, davanti la quale furono uccisi i militanti del Fronte della Gioventù Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta. Completamente sbiadita col passare degli anni, avrebbe dovuto essere rimossa in seguito a una mozione votata dal VII Municipio. Invece è stata restaurata e ripristinata, scatenando le proteste del Pd.
Sul caso sono intervenuti anche i coordinatori di Sinistra italiana nel VII Municipio Alessia Marri e Fabio Sacco, insieme al responsabile antifascismo. "Apprendiamo con sgomento che, nel condominio che ospita la sede fascista di Acca Larentia, è stata ripristinata la croce celtica nel cortile. Troviamo inaccettabile l’impunità riservata ai militanti di estrema destra che continuano ad agire in contrasto con la legge e i valori antifascisti che caratterizzano la nostra città. Il fatto è ancora più grave, alla luce della mozione del VII municipio, che a gennaio dello scorso anno sanciva la rimozione del simbolo. Dai saluti fascisti alle ‘commemorazioni' di ogni 7 gennaio, dall'apertura di nuove sedi, al clima di intimidazione che si vive negli isolati limitrofi, abbiamo raggiunto il limite di tolleranza. Per questi, chiediamo l'immediata cancellazione del simbolo, nel rispetto della mozione municipale, e l'individuazione dei responsabili".