Ragazza di 15 anni morta a Ostia, ipotesi shock anafilattico: il padre ha provato a salvarla con l’adrenalina

Uno shock anafilattico sarebbe la causa della morte a Ostia della ragazza di 15 anni, che nella sera di giovedì 2 aprile si è sentita male dopo una cena con le compagne di squadra con cui sta disputando un torneo di basket. La giovane di Maddaloni, in provincia di Caserta, era allergica al lattosio ed è deceduta all'ospedale Grassi nonostante i tentativi di salvarla del personale sanitario e anche del padre, in trasferta insieme alla squadra, che le avrebbe iniettato una dose di adrenalina quando ha mostrato i primi sintomi come le difficoltà respiratorie.
La procedura corretta secondo i medici esperti nel tema: "È un farmaco di autosomministrazione che permette di guadagnare il tempo necessario per raggiungere il pronto soccorso", spiega Vincenzo Patella, presidente della Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica (Siaaic). Patella sottolinea anche come l'allergia al latte di cui soffriva la ragazza non sia in alcun modo collegabile all'intolleranza. La prima, infatti, riguarda le proteine contenute nel latte, mentre la seconda gli zuccheri, ovvero il lattosio. Inoltre, se l'intolleranza causa al massimo fastidi, l'allergia "può scatenare reazioni violente e immediate come lo shock anafilattico, "un collasso dell'apparato cardiovascolare che impedisce al sangue di raggiungere organi vitali come cuore e cervello", aggiunge il dottor Patella.
Il cibo potrebbe essere stato contaminato dal latte: il camping sapeva
L'allergia è anche molto più insidiosa. Questo perché fra le proteine del latte c'è anche la caseina, che è "termostabile e gastrostabile. Non si denatura con la bollitura a 100 gradi e resiste ai succhi gastrici, mantenendo intatto il suo potere allergizzante anche dopo la cottura", aggiunge il medico. "In soggetti altamente sensibilizzati, lo shock può essere scatenato persino dall'inalazione di vapori durante la bollitura del latte". Questo rende molto rischiosa la contaminazione o la presenza di un ingrediente non dichiarato come può essere il formaggio grattugiato sulla pasta o il latte usato nella preparazione delle polpette.
Potrebbe essere successo questo durante la cena che si è svolta al Camping Village Capitol di via Castel Fusano, dove la squadra risiedeva. La procura di Roma ha disposto l'autopsia e aperto un fascicolo per omicidio colposo, ma è certo che la società, ben al corrente della condizione medica della 15enne, aveva avvertito la struttura. Secondo alcune testimonianze raccolte dagli inquirenti, allo staff era stato indicato quali cibi potevano risultare fatali alla giovane cestista.