Prete aggredisce l’ex amante con un lingotto d’argento per rubarle i gioielli: patteggia 1 anno e 4 mesi

Voleva derubare dei gioielli la donna che era stata sua amante in passato e per costringerla a consegnarglieli l'ha colpita alla testa con un lingotto d'argento. Una storia resa ancora più drammatica dal fatto che il protagonista è un prete: don Giuseppe M., detto Pino, 63 anni. La vittima è una donna di 68 anni di Roma e per questa aggressione, ieri martedì 10 febbraio, il prelato ha patteggiato una pena a un anno e quattro mesi di reclusione.
L'amore segreto fra i due
Don Pino è stato da poco nominato cappellano di un ospedale in provincia di Padova, ma in passato aveva servito nella chiesa frequentata dalla donna. Qui si sono conosciuti, stretto amicizia e poi innamorati. Una relazione proibita fatta di sguardi sfuggenti, silenzi e fughe segrete. Come tutti i preti, lui ha il dovere del celibato. Lei, invece, ha un figlio. Qualcosa è trapelato e don Pino ha scelto di non rinunciare al sacerdozio ed è stato trasferito.
L'aggressione per i gioielli: ha colpito la donna con un lingotto
Non si sono visti per tanto tempo, finché il 27 settembre 2021 don Pino ha fatto irruzione nell'abitazione dell'ex amante, deciso a rubarle i gioielli di famiglia. Non è ancora chiaro il perché, ma l'ha strattonata e colpita più volte con un lingotto d'argento per costringerla ad aprire la cassaforte dove erano contenuti i monili preziosi. La violenza è proseguita quando la donna ha provato a chiedere aiuto. Di nascosto ha chiamato al telefono il figlio, ma quando il prete se n'è accorto le ha strappato il cellulare di mano e l'ha scaraventato per terra.
Il figlio della vittima, però, si è già attivato, ha allertato le forze dell'ordine e con loro si è precipitato a casa della madre. Qui il prete 63enne è stato fermato poco prima che fuggisse, mentre la donna è stata portata in ospedale dove gli sono diagnosticati sette giorni di prognosi per ferite alle braccia, al collo e alla testa.
Il pentimento e il perdono della vittima: prete patteggia
Nel corso dell'iter processuale don Pino, che poco prima del tentativo di furto pubblicava video su YouTube in cui commentava il vangelo e suonava l'organo, si sarebbe mostrato profondamente pentito del reato commesso. Con una "preghiera", come scritto nell'istanza del suo avvocato, avrebbe chiesto di accedere al rito alternativo del patteggiamento. Una richiesta accolta dalla procura.
Il pentimento del sacerdote ha convinto anche la vittima, che, esercitando forse la più nobile fra le virtù cristiane, ha perdonato l'uomo che era stato suo amante proibito in passato. Ha chiesto un risarcimento in compensazione, oltre che delle lesioni fisiche, anche della fiducia tradita e del dolore emotivo: quattromila euro che ora ha devoluto in beneficienza all'ospedale pediatrico Bambino Gesù.