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Omicidio Desirée Mariottini a Roma
14 Dicembre 2020
19:42

Per l’omicidio della 16enne Desiree Mariottini chiesto l’ergastolo per quattro persone

La Procura di Roma ha chiesto l’ergastolo per i quattro a processo per l’omicidio della 16enne Desiree Mariottini ai giudici della terza Corte d’Assise. Alinno Chima, Mamadou Gara, Yussef Salia e Brian Minthe, i nomi dei quattro accusati. Desiree fu trovata morta il 19 ottobre 2018 in un palazzo abbandonato del quartiere San Lorenzo di Roma.
A cura di Enrico Tata
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Omicidio Desirée Mariottini a Roma

Per l'omicidio della 16enne Desiree Mariottini sono stati chiesti quattro ergastoli, il massimo della pena, nei confronti dei quattro imputati accusati di omicidio volontario, violenza sessuale aggravata e cessione di stupefacenti a minori: Alinno Chima, Mamadou Gara, Yussef Salia e Brian Minthe. Questa la richiesta formulata oggi dalla Procura di Roma davanti ai giudici della terza Corte d'Assise. Per Gara è stata chiesta, tuttavia, l'assoluzione per le accuse di cessione di stupefacenti e di induzione alla prostituzione.

L'omicidio di Desiree Mariottini a San Lorenzo

Desiree Mariottini, 16enne di Cisterna di Latina, è stata trovata morta la mattina del 19 ottobre 2018 in un palazzo abbandonato del quartiere romano di San Lorenzo. La ragazza è stata accompagnata da qualcuno in quel palazzo e là è stata violentata e uccisa. È morta per un'insufficienza cardiorespiratoria causata da un mix di droghe dopo essere stata violentata su un materasso posato per terra dai quattro accusati, questa la ricostruzione dei pm. Secondo gli inquirenti la ragazza sarebbe stata stuprata "mediante la costrizione delle braccia e delle gambe". I quattro imputati hanno un'età compresa tra i 28 e i 47 anni.

Uno degli imputati cambia versione

Yusif Salia, uno dei quattro uomini in carcere, ha cambiato la sua versione dei fatti. In un primo momento aveva ammesso di aver avuto rapporti sessuali con Desiree, ma qualche giorno fa ha negato tutto. Anzi, secondo lui sarebbe stata proprio la 16enne a fare il primo passo e a tentare un approccio. Questo racconto, però, sembra essere smentito dagli indizi raccolti: in primo luogo sul cadavere di Desiree c'era il dna del 34enne e in secondo luogo l'autopsia ha stabilito che la 16enne è stata violentata da più di un uomo mentre era già stordita da un cocktail di droghe. Quando la 16enne ha cominciato a sentirsi male, tra l'altro, i quattro indagati non l'avrebbero aiutata e anzi avrebbero impedito ad altre persone presenti nel palazzo di via dei Lucani di soccorrerla.

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