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Per Gualtieri Roma si sta trasformando, ma il sindaco ‘dimentica’ problemi e polemiche

“La parola di quest’anno è trasformare, un anno fa era ripartire”, ha detto il sindaco nella sua introduzione. Ma problemi e criticità spariscono dal suo discorso sul Secondo Rapporto alla Città.
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A cura di Enrico Tata
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"Parlerò senza omettere criticità e problemi", recita il gobbo elettronico davanti a Gualtieri. Una frase che il sindaco, però, si è (forse) dimenticato di pronunciare. Oppure, semplicemente, quella apparsa sul tabellone luminoso era soltanto una prima versione del suo discorso sul secondo Rapporto alla Città, che oggi il primo cittadino ha presentato all'Auditorium Parco della Musica. Tant'è: "Criticità e problemi" spariscono dal lungo intervento.

La sala Petrassi fatica a riempirsi, alcune poltrone restano vuote. Ad ascoltare Gualtieri in prima fila pochi esponenti di punta del Pd: ci sono i deputati romani Marianna Madia, Andrea Casu, Claudio Mancini, Michela De Biase e Cecilia d'Elia. Poi il leader di Demos Paolo Ciani, la coordinatrice della segreteria nazionale del Pd, Marta Bonafoni, i segretari del Pd romano e laziale, Foschi e Leodori, gli assessori e i consiglieri comunali, ovviamente.

C'è anche il deputato ed ex presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, in disparte, solitario e lontano dalle prime file e dalle luci dei fotografi, mai nominato dal sindaco nel suo discorso. Quasi nessuno delle opposizioni in Campidoglio è in sala, a differenza dello scorso anno, quando Gualtieri presentò il primo rapporto.

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"La parola di quest'anno è trasformare, un anno fa era ripartire", ha detto il sindaco nella sua introduzione. "Quello che stiamo portando avanti – ha spiegato Gualtieri – è un disegno di trasformazione imponente che ha un orizzonte decennale, per cambiare in modo tangibile e profondo la città di Roma".

Per il sindaco la "trasformazione di Roma è entrata nel vivo". E proprio sui tanti cantieri il sindaco ha fatto accenno alle polemiche di queste settimane, ma ha rivendicato la scelta di avviarne così tanti: "‘Roma è un grande cantiere a cielo aperto. A ottobre sono 1322 cantieri pubblici aperti e nei mesi prossimi ce ne saranno molti di più. Certamente, molti di questi hanno e avranno un impatto sulla qualità della vita delle persone, sulla viabilità. Ma è una scelta che rivendico. Abbiamo deciso di non ritardare ulteriormente questi progetti, perché senza cantieri non ci sono disagi, ma non c'è neanche futuro. La ripartenza di Roma richiede una trasformazione profonda, non siamo stati eletti per trascinarci avanti".

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Non fa alcun riferimento esplicito alla giunta che lo ha preceduto, guidata da Virginia Raggi, ma i riferimenti sono costanti. "L'unica cosa che non faremo è negare a questa città il diritto di uscire dal declino, compiendo scelte rimandate da troppo tempo". E ancora sulle metro, "lasciate in modo vergognoso, con treni vecchi e privi di revisione".

L'applauso più convinto è arrivato sul termovalorizzatore di Santa Palomba, con la pubblicazione della gara e i rendering del progetto annunciati in anteprima da Gualtieri. "Il nuovo impianto avrà una potenza di 67,6 megawatt pari al fabbisogno di 200mila famiglie. Ci porterà a discariche zero con la trasformazione del 100% dell'indifferenziato ma il termovalorizzatore è solo uno dei tasselli. I nuovi impianti saranno pronti entro il 2026", ha spiegato Gualtieri.

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