Manca poco all'uscita della sentenza d'appello bis con cui la Corte d'Appello ha condannato a 14 anni di carcere Antonio Ciontoli e a 9 anni e 4 mesi sua moglie Maria Pizzillo e i figli Federico e Martina. L'accusa è di omicidio volontario con dolo eventuale. "Non è ancora finita – ha dichiarato il legale della famiglia Ciontoli, Andrea Miroli, intervistato su Cusano Italia TV – Faremo ricorso in Cassazione contro la sentenza d’appello bis. Ci stiamo già lavorando perché sappiamo quello che sarà l’alveo argomentativo dei giudici del secondo grado d’Appello". E ha aggiunto: "Siamo molto curiosi di conoscere quello che sarà il processo logico-argomentativo con cui motiveranno la sussistenza del concorso anomalo nel dolo eventuale nei confronti dei familiari di Antonio Ciontoli, che probabilmente è un unicum nella giurisprudenza italiana, visto che non siamo ancora riusciti a trovare un caso giurisprudenziale che si possa anche minimamente avvicinare alla vicenda del processo Vannini. Per cui attendiamo con interesse le motivazioni dei giudici".

 

Legali Vannini: "Vinto battaglia, ma sentenza non è definitiva"

Nella stessa trasmissione è stato intervistato anche l'avvocato della famiglia di Marco Vannini, il giovane ucciso con un colpo di pistola da Antonio Ciontoli la notte tra il 17 e il 18 maggio 2015. "Riteniamo che le motivazioni dei giudici siano in linea con i deliberati e le indicazioni della Cassazione – ha dichiarato – successivamente ci prepareremo al nuovo giudizio della Suprema Corte, quello definitivo che ci sarà su input della difesa della famiglia Ciontoli. Dopo passeranno altri 60 giorni e entro la prossima estate la Cassazione dovrebbe fissare la nuova udienza. Quindi è ancora presto per dire ‘abbiamo vinto', è ancora presto ma siamo abbastanza fiduciosi. Naturalmente la parola fine a questa vicenda la darà la Cassazione dopo il ricorso che la difesa presenterà. Abbiamo vinto un passaggio, una battaglia: ma non è ancora una sentenza definitiva".

 

Il processo per la morte di Marco Vannini

Il processo per la morte di Marco Vannini ha visto Antonio Ciontoli condannato in primo grado a quattordici anni di reclusione per omicidio volontario con dolo eventuale, mentre la moglie e i due figli a tre anni per omicidio colposo. La Corte d'Appello ha ribaltato la sentenza di primo grado, derubricando il capo d'imputazione a omicidio colposo e condannando Ciontoli a cinque anni. La Cassazione ha annullato la sentenza e si è così arrivati al processo d'appello bis con il riconoscimento dell'omicidio volontario non solo per Ciontoli che ha materialmente premuto il grilletto, ma anche per il resto della famiglia.