Nuovo blitz nel bar Cavalletti ai Parioli: manomesso il contatore dell’acqua, altra denuncia per furto

Nuovo sopralluogo delle autorità al bar pasticceria Cavalletti di viale Parioli a Roma e nuova denuncia per furto. Dopo il primo intervento dei carabinieri, che nei giorni scorsi avevano disposto la chiusura dell’attività per un furto di energia elettrica da 360mila euro e una serie di ulteriori irregolarità tra cui alimenti scaduti, carenze igienico-sanitarie e violazioni in materia di lavoro, i militari sono tornati nel locale insieme alla Guardia di Finanza e ai tecnici Acea per nuovi accertamenti. Dalle verifiche sarebbero emerse alcune anomalie nel contatore dell'acqua, mentre le Fiamme gialle hanno controlli amministrativi sul registratore di cassa per approfondire alcuni profili legati alla struttura societaria.
Nuova accusa di furto per i gestori di Cavalletti
Nell'intervento del 29 marzo, i carabinieri della stazione Roma Parioli avevano trovato un allaccio abusivo alla rete pubblica che sarebbe stato montato a marzo 2022 e tramite cui i gestori avrebbero rubato elettricità fino a pochi giorni fa, quando sono intervenuti i tecnici Areti. I Nas, invece, avevano riscontrato gravi carenze igieniche, alimenti scaduti o in cattivo stato di conservazione, con evidenti tracce di muffe.
In quell'occasione l'attività era stata sospesa per poi riaprire dopo qualche giorno, ma al termine della nuova ispezione la titolare è stata segnalata ancora una volta all’autorità giudiziaria con l’accusa di furto aggravato, questa volta in relazione alla fornitura idrica. Una contestazione che si aggiunge a quella già formulata nei giorni precedenti per l’energia elettrica. Nuovi approfondimenti potrebbero riguardare la società che gestisce questa, le altri sedi Cavalletti e la catena di salumerie e gastronomie Ricci.
Le denunce degli ex dipendenti: "Migliaia di euro di stipendi mai pagati"
La holding, che nel 2021 ha rilevato lo storico marchio rinomato per la sua millefoglie e al cui vertice ci sarebbe il manager Christian Delle Fave, è accusata di gravi inadempienze da molti ex dipendenti. Stipendi non pagati, contributi non versati, infortuni sul lavoro nascosti e altro ancora. "Considerando tutto: gran parte di ottobre, tutto novembre, qualche giorno di dicembre, più liquidazione, ferie non godute, permessi e straordinari non pagati… si arriva a circa 10mila euro", ha raccontato a Fanpage.it un ragazzo che lavorava per il gruppo.
Delle Fave si è difeso dicendo che la società aveva contenziosi solo con il 5% degli ex dipendenti, una percentuale nella norma per società di questa dimensioni. Ma molti ricorsi, lettere bonarie, richieste di arbitrato, però, sono tutti caduti nel vuoto. Infatti, come spiegato a Fanpage.it da un legale contatto da lavoratore che si era dimesso per giusta causa, "si tratta di società difficili da aggredire. Anche con nomi molto simili, risultano più società aperte e chiuse nel tempo. Questo rende complicato individuare il soggetto contro cui agire e, soprattutto, recuperare effettivamente le somme".