Oltre sette pazienti su dieci attualmente positivi al coronavirus nel Lazio sono asintomatici, precisamente il 74 per cento. Molti sono ragazzi, anche se, fa sapere la Regione Lazio, rispetto ad agosto l'età media si sta rialzando e sta passando dai 30 anni ai 40 anni. Significa che prima la maggior parte dei nuovi contagi erano casi di rientro dalle vacanze, mentre ora il virus sta cominciando a circolare anche all'interno delle case. La situazione rimane comunque sotto controllo e nel Lazio l'indice Rt, l'indice di trasmissibilità del virus, rimane molto inferiore alla soglia di sicurezza di 1 ed è pari a 0,54. Questo vuol dire che nella nostra regione il tracciamento dei casi e le indagini epidemiologiche vengono svolte correttamente. La circolazione del virus, cioè, viene bloccata quasi sempre sul nascere e non si creano lunghe catene di trasmissione. Nel Lazio, al momento, non ci sono grossi focolai che destano preoccupazione

I pazienti in terapia intensiva sono lo 0,1 per cento del totale

I casi importati da altre regioni italiani sono il 37 per cento, mentre l'11 per cento arriva dall'estero. Il 34 per cento dei positivi ha più di 60 anni, ma la percentuale dei pazienti che necessitano di terapia intensiva è bassissima ed è dello 0,1 per cento. Attualmente i casi positivi sono 5413, quindi significa che in circa 4mila non presentano alcun sintomo. Altri mille, circa, hanno sintomi ma non necessitano di ricovero e si trovano in isolamento domiciliare (in totale si trovano in isolamento 4937 persone ad oggi, 18 settembre). I pazienti ricoverati non in terapia intensiva sono 459 e 17 sono invece quelli che necessitano di supporto respiratorio e sono quindi ricoverati in terapia intensiva. Il totale dei deceduti è di 889, mentre quello dei guariti è di 7680. In totale sono stati esaminati 13982 casi di coronavirus dall'inizio dell'emergenza sanitaria nel nostro Paese.

Rezza: "Contagi in aumento lento in tutta Italia"

Secondo Gianni Rezza, direttore generale della Prevenzione sanitaria del Ministero della Salute, in Italia l'età media del contagi è di circa 41 anni. "Significa che c'è un po' di trasmissione intrafamiliare, cioè l'infezione passa dai più giovani alle persone più anziane. Questo spiega un certo aumento, lento ma graduale, nelle ospedalizzazioni. Certamente, l'Italia ha una soluzione migliore rispetto a Paesi confinanti. Per questo motivo dobbiamo continuare a tenere dei comportamenti prudenti. Li ricordiamo: distanziamento fisico, uso di mascherine in luogo pubblico, igiene delle mani".