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Morto Yogi Krishna, la comunità induista piange il suo Baba: aveva fondato il primo tempio a Roma

È morto Yogi Krishna Nath, fondatore del primo tempio indù a Roma. L’ultimo saluto, nei giorni scorsi, proprio all’interno del Kalimandir, alla Massimina.
A cura di Beatrice Tominic
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Yogi Krishna, foto da Facebook.
Yogi Krishna, foto da Facebook.

"Se n'è andato ieri Krishna Nath, la persona più straordinaria che abbia mai conosciuto". Così lo descrive un membro della comunità induista di Roma, in un lungo messaggio di addio affidato ai social network. Yogi Krishna Nath, fondatore del primo tempio indù a Roma, è morto qualche giorno fa, lasciando un vuoto profondo nella comunità che aveva costituito lui stesso. Il suo tempio, il Kalimandir in via Oreste Ranelletti, alla Massimina, a poco a poco aveva preso forma. Dalle prime statue di Shiva e Ganesh, all'amaca su cui si riposava, fino ai rapporti umani con persone che si fidavano ciecamente di lui.

L'addio sui social

"Lo conosco, con sua moglie Gori Parvati Nath, da molti anni: era il 2013 – scrive qualcuno . L'ultima volta che sono stato da lui fu lo scorso settembre per Ganesha Puja. Mi piace ricordarlo così: rilassato sulla sua amaca", con la barba bianca e lunga e le tipiche vesti arancioni. Gli fa eco un'altra: "Più di chiunque altro era in grado di trasmettere la sua saggezza solo con la sua presenza, non parlava di mille cose, non era necessario. Ma era un pilastro incrollabile, come incrollabile era la sua fede".

La vita di Yogi Krishna

Nato come Sandro, poi ribattezzato come Baba Chandro, aveva raccontato in un podcast Rai, Almeno credo, che dopo una giovinezza vissuta come molti dei giovani dell'epoca (fra i più famosi Patty Pravo e Renato Zero) nel quartiere Coppedè al Piper aveva deciso di intraprendere un viaggio in India. Durante questo percorso, alla riscoperta di sé, aveva capito di essere un Baba e, una volta tornato nella sua Roma, aveva iniziato la costruzione del tempio. All'interno del quale è stato celebrato anche l'ultimo saluto.

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