Morte Andrea Purgatori, cliniche restano a processo come responsabili civili. I figli: “Siamo soddisfatti”

I responsabili civili restano a processo per la morte di Andrea Purgatori. Questo è quanto stabilito dal gup di Roma in udienza oggi a piazzale Clodio dove hanno preso parte pm, parti civili e responsabili civili, fra cui il Policlinico Umberto Ie le cliniche Pio XI e Villa Margherita.. Il gup ha respinto tutte le loro richieste di esclusione e restano a processo. Una decisione che non ha deluso i figli del giornalista e autore morto a luglio del 2023. "Siamo soddisfatti che il Tribunale abbia respinto tutte le richieste avanzate dalle cliniche di uscire dal processo per non affrontare le proprie responsabilità", hanno fatto sapere Edoardo, Ludovico e Victoria Purgatori.
Nel frattempo la prossima udienza a carico dei quattro medici che hanno avuto in cura il giornalista è stata fissata per il 5 giugno: nei loro confronti è stato contestato il reato di omicidio colposo.
I figli di Andrea Purgatori: "Soddisfatti della decisione del gup: affronteranno le proprie responsabilità"
Non ha tardato ad arrivare il commento dei figli di Andrea Purgatori. "Nostro padre si è rivolto a cliniche che erano reputate di eccellenza. Ha sostenuto in prima persona i costi onerosi e ha ricevuto un trattamento gravemente negligente, basti pensare alla dimissione quando ancora non erano giunti i risultati degli esami del sangue, drammatici, con successivo nuovo ricovero d'urgenza lo stesso giorno, e del tutto errato – hanno fatto sapere Edoardo, Ludovico e Victoria Purgatori – Non gli vennero diagnosticate le patologie di cui soffriva mentre subiva pesanti trattamenti radiologici per metastasi cerebrali che non sono state mai in realtà rinvenute".
Per questa ragione i tre si sono detti soddisfatti della decisione del gup. "Queste strutture sanitarie hanno perso l'occasione di fare il minimo che ci si attendeva da loro, e cioè partecipare spontaneamente al processo", hanno poi aggiunto tramite il loro legale, l'avvocato Alessandro Gentiloni.
Articolo in aggiornamento