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Indagine sulla morte di Andrea Purgatori

Morte Andrea Purgatori, anche il Policlinico Umberto I citato fra i responsabili civili

C’è anche il Policlinico Umberto I di Roma fra le tre strutture sanitarie citate come responsabili civili per la morte del giornalista Andrea Purgatori.
A cura di Francesco Esposito
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Andrea Purgatori (La Presse)
Andrea Purgatori (La Presse)
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Fra i responsabili civili citati dal giudice per l'udienza preliminare di Roma nel procedimento sulla morte del giornalista Andrea Purgatori, non ci sono solo due cliniche private, ma anche il Policlinico Umberto I, in quanto datore di lavoro di uno dei quattro medici indagati per omicidio colposo. Sono, inoltre, tre le assicurazioni chiamate a rispondere del decesso avvenuto nel luglio 2023. Una nuova udienza è fissata per l'8 maggio.

Quattro i medici indagati per la morte di Andrea Purgatori

Gli indagati per cui la procura ha chiesto il rinvio a giudizio, però, sono il radiologo Gianfranco Gualdi, il suo assistente Claudio Di Biasi, la dottoressa Maria Chiara Colaiacomo, e il cardiologo Guido Laudani. La tesi dei pubblici ministeri è che il giornalista sarebbe deceduto a causa di errori medici molto gravi, tra cui una diagnosi e una terapia sbagliate. Parte delle responsabilità potrebbe ricadere anche sulle strutture sanitarie Villa Margherita, la Casa di Cura Pio XI e il Policlinico Umberto I.

Un'endocardite infettiva a causare il decesso

Secondo quanto ricostruito dagli incuirenti, Andrea Purgatori si sarebbe salvato se se l'infezione cardiaca sopraggiunta fosse stata curata per tempo. Il giornalista, fra coloro in Italia che hanno seguito con più attenzione casi spinosi come quello di Emanuela Orlandi e la strage di Ustica, era in cura per un tumore ai polmoni. Inoltre aveva fatto varie sedute di radioterapia per delle presunte metastasi al cervello, che, però, non sono state trovate nel corso dell'autopsia.

Dagli esami del medico legale è, invece, venuta fuori una endocardite infettiva, che non sarebbe stata letale se fosse stata curata in modo adeguato. Stando a quanto riportato dai periti, con una cura a base di antibiotici Purgatori sarebbe guarito dall'infezione, il cui tasso di sopravvivenza a un anno è stimato all'80%. Queste sono le basi su cui la procura ha costruito l'impianto accusatorio, imputando ai medici che avevano in cura il giornalista "imperizia, negligenza e imprudenza".

La perizia: poteva sopravvivere se curato

Invece, Purgatori è stato continuamente sottoposta a radioterapia per quelle metastasi mai trovate. Le cure sono proseguite senza portare a miglioramenti. Anzi, le radiazioni lo avrebbero debilitato sempre di più fino a che non è morto il 19 luglio 2023. L'autopsia ha evidenziato che, invece, c'era il tumore ai polmoni ed era anche in una fase avanzata, ma il giornalista sarebbe deceduto per l'endocardite infettiva non curata. I medici e i loro legali hanno continuato a sostenere la presenza di masse tumorali nel cervello.

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