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30 Luglio 2021
12:41

Migliaia di pesci morti nel Fiume Sacco, indagini in corso: ipotesi caldo eccessivo o inquinamento

Il fiume Sacco, uno dei corsi d’acqua più inquinati in Italia, è tornato al centro delle cronache per un grave fatto accaduto nelle ultime ore: migliaia di pesci stanno morendo nel territorio di Ceccano, causando disagi ai cittadini per il tanfo emanato nella zona. Indagini sono in corso per chiarire le cause di questa strage.
A cura di Natascia Grbic
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Foto da Task Force Allerta del Sacco
Foto da Task Force Allerta del Sacco

Centinaia di pesci morti nel fiume Sacco, i corpi a galla da un paio di giorni che emanano nella zona un tanfo incredibile. A diffondere la foto shock, la Task Force Allerta Valle del Sacco. L'immagine è di oggi, venerdì 30 luglio, e riguarda il tratto di fiume nel territorio di Ceccano. Il Comune ha allertato immediatamente, su sollecitazione dei cittadini, procura, carabinieri forestali, polizia provinciale e Arpa Lazio. Indagini sono in corso per stabilire se la moria di pesci sia stata causata dal caldo eccessivo di questi giorni o da altri fattori, tra cui l'eventuale sversamento nel fiume di sostanze inquinanti.

Non è la prima volta che il fiume Sacco diviene centro delle cronache per episodi di questo tipo. In molti ricordano ancora la ‘schiuma bianca' che per diverso tempo si era posata sulle acque, segno dello sversamento ripetuto e costante di agenti chimici dannosi e inquinanti non solo per la natura e l'ecosistema. Un fatto così grave da indurre la Procura a indagare per disastro ambientale plurimo. Poco tempo dopo, le acque hanno invece cominciato a evaporare: erano diventate così calde da evaporare anche con temperature molto rigide e sotto lo zero, emanando odori nauseabondi in tutta la zona.

La Valle del Sacco è sotto la lente d'ingrandimento degli inquirenti da molti anni, che indagano sulle sostanze tossiche presenti al suo interno. Lungo 87 chilometri, secondo uno degli ultimi studi sulle acque, è contaminato per tutta la sua estensione. Al suo interno vi sono elevate concentrazioni di tensioattivi, ossia le sostanze che causano la schiuma, e di agenti chimici che si trovano nei fertilizzanti, nei pesticidi e nei detergenti per l'uso domestico. Il limite di queste sostanze nelle acque superficiali dovrebbe essere di 2 milligrammi per litro: nel fiume Sacco ce ne sono dai 10 ai 16 milligrammi, ossia otto volte più del limite consentito.

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