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Maxi-operazione contro una rete di truffatori a Roma: ecco come hanno rubato centinaia di migliaia di euro

Così operava la rete di 71 truffatori online che tra telefonate e annunci ha sottratto centinaia di migliaia di euro. Smantellata dai carabinieri di Roma Casilina.
A cura di Francesco Esposito
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Foto da carabinieri
Foto da carabinieri

Settantuno persone denunciate, oltre sessanta truffe accertate e centinaia di migliaia di euro spariti dai conti delle vittime. È il bilancio di una maxi inchiesta dei carabinieri della Compagnia di Roma Casilina che ha fatto luce su una rete di truffatori attiva online tra luglio e dicembre 2025, capace di colpire con modalità diverse ma seguendo schemi ricorrenti e collaudati.

Come funzionava la rete di truffatori

Le indagini, condotte attraverso accertamenti bancari, analisi delle carte di pagamento, verifiche sui tabulati telefonici e sui profili social utilizzati dagli indagati, hanno permesso di ricostruire il funzionamento di un'organizzazione specializzata. Al centro del sistema c’era l’uso sistematico di identità false e di tecniche di ingegneria sociale per conquistare la fiducia delle vittime e spingerle a effettuare pagamenti o a fornire dati sensibili.

Lo spoofing: come funziona la tecnica per le truffe telefoniche

Uno dei metodi più utilizzati era lo spoofing: i truffatori facevano apparire sui telefoni delle vittime numeri riconducibili a banche, istituti di credito o forze dell’ordine. Da lì partiva la pressione psicologica. In alcuni casi si presentavano come promotori finanziari, proponendo polizze assicurative o Rc auto a prezzi particolarmente convenienti. In altri, come finti agenti o operatori bancari, avvertivano di presunti movimenti sospetti sul conto corrente, convincendo le vittime a comunicare codici e dati delle carte per ‘bloccare' operazioni inesistenti.

Promesse di guadagni facili e vendite online

Non mancavano le truffe legate agli investimenti online: promesse di guadagni rapidi attraverso piattaforme di trading, dietro le quali si nascondeva la richiesta di dati bancari o di versamenti iniziali che finivano direttamente sui conti degli indagati. In altri casi, gli autori dei raggiri si fingevano familiari in difficoltà, chiedendo bonifici urgenti per far fronte a scadenze improvvise.

Accanto alle telefonate e ai messaggi, l’organizzazione sfruttava anche i portali di vendita online. Venivano pubblicati annunci per cosmetici, borse, abbigliamento, biglietti per concerti, stanze d’albergo o veicoli. Una volta incassato il pagamento anticipato, però, la merce non veniva mai consegnata. Un copione simile era usato fingendosi operatori di aziende o servizi: offerte vantaggiose, richiesta di bonifici istantanei e poi il silenzio.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, tutti questi filoni confluivano su conti correnti e strumenti di pagamento riconducibili agli indagati, permettendo di drenare somme ingenti in pochi mesi. Le 71 persone denunciate, 68 italiane e 8 straniere, sono ora gravemente indiziate di aver preso parte a questo sistema. 

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