Madonna di Trevignano, ecco la perizia di Giardina sul sangue: le immagini esclusive dei reperti

Statua della Madonna, quadro di Cristo, batuffoli di cotone. Sono i reperti esaminati dal genetista forense Emiliano Giardina per redigere la perizia sul sangue "pianto" dagli oggetti religiosi dei coniugi Cardia, indagati per truffa in concorso per un presunto giro di donazioni. Le immagini sono contenute tra le 150 pagine della relazione depositata a febbraio 2025, di cui Fanpage.it è in possesso. Fanno riferimento alle campionature eseguite dall'équipe di Giardina nel Laboratorio di Genetica Forense dell'Università di Tor Vergata a Roma.
Gisella Cardia, al secolo Maria Giuseppa Scarpulla, è la veggente di Trevignano Romano che dice di vedere la Madonna che le consegna messaggi per i fedeli. Terminata l'udienza di oggi nell'ambito dell'incidente probatorio durante la quale Giardina ha illustrato i risultati degli esami al Tribunale di Civitavecchia alla presenza delle parti e della gip, il pubblico ministero dovrà richiedere il rinvio a giudizio oppure l'archiviazione.
La relazione di Giardina: le immagini dei reperti

I campionamenti fatti da Giardina riguardano la tamponatura in quattro specifici punti: su entrambe le guance della statua della Madonna, sul volto e sulla veste di Cristo. Dai risultati contenuti nella conclusione della perizia emerge come in tutte e quattro le tracce è presente solo il DNA di Gisella Cardia. Il DNA del marito Gianni, altro indagato, è invece assente. Con i risultati degli esami l'obiettivo era rispondere ai quesiti posti dalla giudice delle indagini preliminari Vittoria Sodani che ha incaricato il perito Giardina. La domanda principale è: di chi è il sangue sulla statua? Giardina ha risposto: il sangue è di Maria Giuseppa Scarpulla. Su i due oggetti religiosi sono state fatte analisi genetiche, i cui esiti poi comparati con i campioni di riferimento degli indagati.

La Tac sulla statua della Madonna di Gisella Cardia

Le immagini mostrano la statua della Madonna e del quadro di Cristo sottoposti a Tac con un tomografo computerizzato. Un procedimento che Giardina aveva già spiegato a Fanpage.it durante un'intervista, fatto con l'obiettivo di individuare la presenza di eventuali meccanismi per far fuoriuscire liquidi in grado di simulare il "pianto". L'esame è stato svolto il 2 dicembre del 2024 al Poliambulatorio di Radiologia e Diagnostica per Immagini della Fondazione Santa Lucia. Dagli esami sulla statua è emerso che all'interno è piena, formata da un monblocco di gesso. Non sono emersi artifici, così come dalla tac fatta sul quadro.