L’amichettismo dei Fratelli d’Italia: ecco lo scivolo d’oro per l’uomo di Ciocchetti nella Asp Asilo di Savoia

Nell'ultima inchiesta di Fanpage.it abbiamo raccontato la rete di incarichi e appalti affidati dall'Istituto Romano San Michele – guidato dal presidente Giovanni Libanori, in quota Fratelli d'Italia – a persone della corrente ‘democristiana' del partito di Giorgia Meloni. Il San Michele è certamente l'Azienda pubblica di servizi alla persona, dove più spesso ricorrono nomi vicini al gruppo politico, capeggiato dal deputato di Fdi Luciano Ciocchetti. Ma non è l'unica. Tracce dello stesso sistema si trovano anche in altre Asp del Lazio.
È il caso ad esempio dell'Asilo di Savoia, ente pubblico presieduto da 2014 è Massimiliano Monnanni. Una personalità esperta in politiche sociali – dal 2024 è anche segretario del Cnel -, il cui curriculum va detto subito è quello di un tecnico, senza particolari caratterizzazioni politiche, né tantomeno legami diretti con il partito della premier Meloni. E tuttavia, anche all'Asilo di Savoia ormai da un anno e mezzo è arrivato a ricoprire uno dei ruoli chiave un uomo vicinissimo all'onorevole meloniano Luciano Ciocchetti.
Il segretario di Ciocchetti e Maselli diventato dirigente della Asp
Si tratta di Massimo Matteucci, già responsabile della segreteria di Ciocchetti tra il 2010 e il 2012, quando quest'ultimo era assessore all'urbanistica e vicepresidente della Regione Lazio. In precedenza aveva collaborato con l'Udc laziale, nel periodo in cui l'attuale deputato di Fdi era il segretario regionale dello scudo crociato. Insieme al "amico" (ipse dixit) Matteucci, Ciocchetti ha fondato nel 2005 anche la onlus Alma Aurea e dato vita all'iniziativa "Il Natale di Solidarietà", che i due portano avanti ancora oggi. Nel 2018, la onlus finì sotto il faro della magistratura per un contributo ottenuto dall'immobiliarista Sergio Scarpellini, ma le accuse di illecito furono presto archiviate.
Dopo aver lavorato con Ciocchetti, Matteucci ha proseguito la sua carriera, come funzionario nel Consiglio Regionale del Lazio. Fino al 2023, quando è tornato a svolgere il ruolo di capo segreteria, stavolta per l'assessore per i Servizi alla Persona Massimiliano Maselli, l'altro uomo forte del gruppo degli ex democristiani di Fratelli d'Italia. Una posizione ricoperta per poco più di un anno, fino al 1 luglio 2024: data in cui è stato assunto a tempo determinato – dopo un interpello pubblico -, come dirigente dalla Asp Asilo di Savoia.
Da controllore a controllato, in 24 ore
In pratica, da un giorno all'altro, Matteucci è passato dagli uffici dell'assessorato che ha il compito di vigilanza e controllo sulle Asp a quelli di una delle aziende pubbliche, poste sotto il controllo dell'assessore Maselli. Da controllore a controllato, nel giro di 24 0re. All'Asilo di Savoia, l'ex collaboratore di Ciocchetti è stato messo a capo di un'unità appena costituita, dedicata al "Dopo di Noi". Si tratta del progetto di housing sociale per persone con gravi disabilità e senza supporto familiare finanziato dalla Regione Lazio, di cui la Asp è soggetto attuatore.
Grazie al salto da funzionario regionale (ruolo da cui è attualmente in aspettativa) a dirigente, Matteucci ha ottenuto nel primo anno una retribuzione di 74813 euro lordi. L'incarico è stato poi più volte prorogato e attualmente è in scadenza il 31 dicembre, ma è probabile che venga ulteriormente prolungato
Nei corridoi della Pisana, qualcuno fa notare che in questo modo, l'uomo di fiducia del gruppo Ciocchetti potrebbe arrivare fino all'età della pensione con la qualifica di dirigente, una condizione che potrebbe comportare dei vantaggi anche per il futuro trattamento pensionistico. Intanto perché ovviamente negli ultimi anni di carriera avrà versato contributi più alti, di quelli da funzionario. E poi perché potrebbe ottenere un calcolo più ricco del trattamento di fine servizio.
Anche in questa occasione non c'è nulla di illecito, come per le decine di incarichi e consulenze distribuiti dal San Michele a persone del giro di Luciano Ciocchetti. Ma certo, questo nuovo caso sembra confermare la commistione di ruoli pubblici e privati, amicizie personali e fedeltà politiche, che hanno caratterizzato la ‘conquista' del mondo delle Asp laziali, da parte di Fratelli d'Italia e dagli ex Dc che hanno trovato nuova vita nel partito di Giorgia Meloni.