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La raccolta differenziata a Roma non cresce più: il flop che condanna anche Gualtieri

Il piano rifiuti del sindaco Gualtieri ha una scadenza temporale al 2030 e non può certo essere giudicato oggi. Ma nel suo primo anno di amministrazione, il 2022, la raccolta differenziata è aumentata soltanto dello 0,9 per cento rispetto al 2021.
A cura di Enrico Tata
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Sono dati che si riferiscono al solo 2022, cioè al primo anno della giunta guidata da Roberto Gualtieri. Ma l'obiettivo del sindaco di Roma è quello di portare la raccolta differenziata a Roma al 65 per cento entro il 2030. E se il buongiorno si vede dal mattino, per i cittadini della Capitale non ci sono motivi per essere fiduciosi in merito al rispetto di questa scadenza.

Secondo i dati dell'ultimo rapporto Ispra, che come detto fanno riferimento al solo anno 2022, la raccolta differenziata a Roma è ferma al 45,9 per cento. Appena più 0,9 per cento rispetto allo scorso anno. È vero, tuttavia, che l'obiettivo di Gualtieri si basa sulla realizzazione di nuovi impianti di trattamento dei rifiuti, tra cui il termovalorizzatore di Santa Paolomba (dove però bruceranno soltanto rifiuti indifferenziati). Quello del sindaco è un piano di ampio respiro, che non può essere giudicato con i soli dati del suo primo anno al Campidoglio. D'altra parte, però, da troppo tempo la percentuale di raccolta differenziata a Roma aumenta con un ritmo lento e quasi impercettibile. E per il momento l'azione della nuova giunta di centrosinistra non ha impresso alcuna svolta o accelerazione.

I dati dell'Ispra dimostrano che dal 2016, anno di elezione a sindaca di Virginia Raggi, la percentuale di raccolta differenziata è aumentata di 3,9 punti in sei anni. Con questo ritmo, per arrivare al 65 per cento di raccolta differenziata occorreranno altri 20 anni. Dal 2010 al 2016 la percentuale è praticamente raddoppiata, passando dal 21 per cento al 42 per cento.

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Nel 2020 la raccolta differenziata a Roma (sindaca Raggi) ha raggiunto il 43,8 per cento, con il contratto di servizio con Ama che prevedeva il raggiungimento addirittura del 55 per cento. Obiettivo poi rivisto al 46,6 per cento dal piano industriale della municipalizzata. Questo ultimo documento, inoltre, prevedeva il raggiungimento del 49,9 per cento di differenziata nel 2021, ma quell'anno la raccolta si è fermata al 45,56 per cento. Come detto, negli ultimi anni la crescita della differenziata è stata molto lenta, quasi impercettibile, e l'arrivo di Gualtieri, almeno per quanto riguarda il suo primo anno, non ha certamente cambiato la situazione.

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Il piano rifiuti di Roma Capitale, con orizzonte temporale al 2030, prevede il raggiungimento del 65 per cento di raccolta differenziata entro quell'anno. Per raggiungerlo, si legge nel documento firmato da Gualtieri, "deve essere aumentata la capacità di intercettare le singole frazioni contenute nei rifiuti urbani prima che siano conferite, dalle utenze domestiche e nondomestiche tra i rifiuti residui indifferenziati". Lo scenario programmatico prevede il raggiungimento del 70 per cento entro il 2035.

Un obiettivo che in realtà non è neanche sufficiente a quanto impongono le nuove direttive europee, che assegnano ad ogni Stato Membro il compito di arrivare al 2035 con il 65 per cento di rifiuti avviati a riciclaggio. "In considerazione degli scarti generati nei processi di preparazione al riutilizzo e al riciclaggio, soddisfare questo valore richiede di raggiungere circa l'80% di raccolta differenziata", si legge nel piano rifiuti di Roma.

In questo senso, l'impegno della Capitale è quello di fornire "un contributo significativo al raggiungimento dell'obiettivo nazionale di un tasso di riciclaggio del 65 per cento. Si deve però sottolineare che, in considerazione delle esperienze internazionali e delle caratteristiche urbanistiche di Roma Capitale, oltre che della specificità rilevata rispetto alla popolazione che effettivamente gravita e produce rifiuti che rimangono a Roma, si ritiene che l'obiettivo massimo realisticamente raggiungibile all'interno del perimetro comunale sia il 70 per cento di raccolta differenziata".

Insomma, gli obiettivi prevedono di arrivare a Roma al 65 per cento nel 2030, con un tasso di riciclaggio intorno al 51 per cento e al 70 per cento nel 2035, con un tasso di riciclaggio al 54,9 per cento. Come abbiamo scritto, se il buongiorno si vede dal mattino, certamente non c'è da essere ottimisti.

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