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Femminicidio Ilaria Sula a Roma

La madre di Mark Samson si scusa con la famiglia di Ilaria Sula e chiede di avvicinarsi alla mamma

La madre di Mark Samson, condannata a due anni per concorso nell’occultamento del cadavere di Ilaria Sula, chiede di avvicinarsi alla mamma della ragazza, che però dice di no.
A cura di Francesco Esposito
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La mamma di Ilaria Sula, Gesime (Lapresse)
La mamma di Ilaria Sula, Gesime (Lapresse)
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Si è conclusa dopo circa sei ore l'udienza in aula bunker della madre di Mark Samson, il ragazzo che il 26 marzo 2025 ha ucciso l'ex fidanzata Ilaria Sula e gettato il suo corpo in un dirupo fuori Roma. Nors Manlapaz, che ha patteggiato due anni di reclusione per concorso in occultamento di cadavere aggravato, ha terminato il suo racconto in lacrime chiedendo scusa alla famiglia della vittima. Ha anche chiesto di potersi avvicinare per salutare e domandare perdono alla mamma, Gesime Sula, che però non ha acconsentito. Un ‘no' accennato con il movimento della testa e ribadito dall'avvocato Giuseppe Sforza. Troppo fresco il dolore dei familiari della ragazza, che si sono presentati con una maglietta bianca con scritto ‘Giustizia per Ilaria'.

L'udienza della madre di Samson

Durante l’udienza Manlapaz ha ripercorso quanto accaduto tra il 24 e il 26 marzo, quando il figlio, a differenza del solito, aveva dormito nell’appartamento dei genitori in via Homs. Poi il rapporto con Ilaria, a cui chiedeva aggiornamenti sugli studi del figlio, fino alla mattinata del 26, quando prima Mark esce dalla stanza per fare il caffè e capisce che c'è anche l'ex fidanzata e poi li sente litigare. Fino a quando scopre il delitto. "Mi ha detto: ‘Mamma ho fame, non ho mangiato e non ho dormito‘. Ho avuto paura perché non sembrava lui, tremava. Ho cercato di abbracciarlo e a un certo punto ho visto una persona sdraiata a terra: ho visto solo i piedi, con il viso a terra", ha raccontato.

Il 17 marzo sarà ascoltato Mark Samson

Davanti ai giudici ha poi spiegato di aver aiutato il figlio a nascondere il corpo in un borsone e di aver pulito il pavimento dalle macchie di sangue con la candeggina. "Ho sistemato quello che era in disordine", ha dichiarato. Parole che hanno riaperto le ferite nei familiari della giovane. Il processo contro Mark Samson per omicidio volontario con l’aggravante della premeditazione proseguirà il 17 marzo con l’audizione dell’imputato, che quella mattina colpì l’ex fidanzata con tre coltellate al collo, chiuse il corpo in un borsone e lo gettò in un dirupo nella zona di Capranica Prenestina.

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